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Fontana contro Conte: “Dpcm sempre tardi, ascoltate le nostre proposte”

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Dpcm in ritardo e poco tempo per far giungere le proprie proposte: le lamentele di Fontana al Premier Conte.

A poche ore dalla firma e dall’entrata in vigore del nuovo dpcm, il governatore lombardo Attilio Fontana si scaglia contro Conte e il suo governo accusato di inviare i testi dei decreti all’ultimo minuto: “Sanno che il confronto tra le Regioni è fissato per le 10 del mattino e ci chiedono di dare risposta entro le 11?“.

Dpcm: Fontana contro Conte

Intervistato dal Corriere della Sera, il Presidente di regione ha chiesto che l’esecutivo recepisca le indicazioni richieste e offerte dalle Regioni e che, “dal momento che vengo interpellato, mi venisse anche concesso il tempo per dire la mia a ragion veduta“. Ha inoltre contestato che nelle ultime settimane per stabilire lo scenario dell’epidemia siano stati utilizzati dati vecchi e superati.

A chi gli chiede se l’intenzione dei governatori era quella di tentare di allentare le norme stabilite a Roma, Fontana nega e spiega che la volontà era di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze sanitarie e quelle della vita delle persone e dell’economia.

Spostandosi più specificamente sulla Lombardia, ha spiegato che fortunatamente i numeri dell’epidemia si stanno ridimensionando e che presto potrebbe diventare zona gialla. La seconda ondata, ha continuato, è stata gestita con più preparazione rispetto alla prima grazie alla collaborazione della rete ospedaliera ma anche al ruolo prezioso dell’ospedale in Fiera. Quanto agli aiuti economici, ha rivendicato di aver stanziato altri 43 milioni, oltre ai primi 167, destinati ai ristori per le diverse categorie economiche rimaste tagliate fuori dalle misure del governo.

Vi sono poi previsti investimenti per 3,5 miliardi che all’approvazione del bilancio diventeranno 4. “Questa è comunque una regione che si prepara a ospitare le Olimpiadi oltre a tutte le sfide economiche di portata continentale“, ha affermato.

Infine il tema vaccini antinfluenzali, molto dibattuto a causa di presunti ritardi e mancanze. Spiegando che c’è stata una difficoltà generale a reperire le dosi, non ha potuto non ammettere la presenza di qualche problema con l’erogazione. In ogni caso si sono già raggiunti i livelli dell’anno precedente pur commisurati ad una domanda superiore. “Nessuna Regione ha fatto di meglio, e comunque il picco di influenza è atteso tra gennaio e febbraio quindi siamo in tempo“, ha concluso.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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