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Recovery Plan, pronto un piano da 196 miliardi: priorità al green

Ammonta a 196 miliardi di euro la bozza del Recovery Plan presentata oggi nel corso del Consiglio dei Ministri. Priorità a ecologia e innovazione.

Terminato finalmente il CdM, che era stato improvvisamente sospeso nel primo pomeriggio di lunedì 7 dicembre, isono state annunciate le principali misure che faranno parte del prossimo piano di ripartenza dell’Italia. I ministri erano riuniti per discutere tra le altre cose del Recovery Fund e della definizione e attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il piano definito dall’esecutivo prevede uno stanziamento di 196 miliardi di euro, con particolare attenzione all’ecologia e all’innovazione.

La bozza del Recovery Plan

Come già specificato, nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentata oggi verranno stanziati 196 miliardi di euro suddivisi in sei macro aree di interesse. Ben 48,7 miliardi andranno alla digitalizzazione e innovazione, 74,3 miliardi andranno invece all’area rivoluzione verde e transizione ecologica, mentre 27,7 miliardi verranno destinati al settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile.

Saranno 19,2 i miliardi che andranno al capitolo istruzione e ricerca, 17,1 miliardi a quello sulla parità di genere e infine 9 miliardi al capitolo sulla sanità.

Commentando questo intervento nella premessa del documento finale, il premier Conte ha dichiarato: “Per uscire da questa crisi e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorrono un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese, che permetta all’Italia di ripartire rimuovendo gli ostacoli che l’hanno frenata durante l’ultimo ventennio.

Che Paese vorremmo tra dieci anni? Da questa domanda è partita la riflessione del Governo. Dietro al ritardo italiano ci sono problemi strutturali noti, ma mai affrontati con sufficiente determinazione. Questo è il momento di farlo”.

CdM, sospesa la riunione del governo

Già nel corso della riunione erano emersi alcuni contrasti tra i vari componenti della maggioranza, con vive proteste da parte degli esponenti di Italia Viva che avevano minacciato di non votare le decisioni del presidente del Consiglio in quanto non condivise con gli alleati. Un modus operandi quello del premier che non sarebbe stato accettato da Maria Elena Boschi e Ettore Rosato, i quali abbandonando la riunione in anticipo hanno poi hanno affermato: “Abbiamo appreso dai giornali del Consiglio dei Ministri e dei suoi contenuti”.

Il nodo del problema era infatti l’approvazione a scatola chiusa delle governance che andrà a occuparsi della gestione dei fondi europei. Vale a dire la squadra che dovrà attuare il cosiddetto piano Next Generation Eu e che sarà composta tra gli altri proprio dal presidente Conte oltre ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli. La task force completa sarà invece costituita da sei manager e oltre novanta tecnici, con i manager che avranno poteri sostitutivi rispetto ad amministrazioni inadempienti.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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