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Renzi sul Recovery Plan: “Non aiuta gli italiani, temo una rottura”

Cresce la tensione nella maggioranza sul Recovery Plan, con Renzi contrario all'istituzione di un'apposita task force per la gestione del piano.

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Continuano ad aumentare le tensioni nel governo in merito alla gestione del Recovery Fund, con il leader di Italia Viva Matteo Renzi che mette in guardia il presidente del Consiglio Conte sulla possibile tenuta della maggioranza. L’ex premier crede infatti che il piano presentato nella giornata di ieri dall’esecutivo non vada ad aiutare realmente gli italiani ma punti soltanto a moltiplicare le poltrone nei palazzi romani, ed è proprio esprimendo questo preoccupazioni che intervistato dal Tg2 Renzi ventila la possibilità di una crisi di governo nel breve periodo: “Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì”.

Renzi critico sul Recovery Plan

Ai microfoni dei giornalisti, il leader di Italia Viva spiega: La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona”. È proprio sull’istituzione di una task force che guidi la gestone del Recovery che Renzi pone l’accento, affermando: “Insistere su una misura che sostituisce il governo con una task force, la seduta del Parlamento con una diretta su Facebook e che addirittura pretende di sostituire i servizi segreti con una fondazione privata voluta dal premier significa una follia.

Noi abbiamo mandato Salvini per non dargli i pieni poteri, ma non è che li diamo a Conte”.

L’ex presidente del Consiglio appare critico anche in merito alla suddivisione del Recovery Fund tra i vari ambiti, lamentando una spesa eccessivamente bassa per il comparto sanitario e chiedendo a gran voce un cosiddetto Mes per la sanità: “Molte cose non funzionano ma vogliamo dare una mano al governo, siamo pronti a fare la nostra parte, però non ci siederemo mai a un tavolo nel quale la torta da duecento miliardi è pensata per i consulenti romani e non per i cittadini italiani.

[…] Io voglio che ci siano i soldi del Mes per la sanità, più soldi alla sanità sul Mes, meno soldi ai consulenti e agli amici degli amici”.

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