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Riapertura scuole 7 gennaio, Azzolina: “Valuteremo a fine anno”

Sulla riapertura delle scuole il ministro Azzolina ha affermato che si deciderà a fine anno: la data del 7 gennaio non sembra più così certa.

Lucia Azzolina
Lucia Azzolina

La riapertura delle scuole potrebbe slittare oltre il 7 gennaio: presidi e governatori temono che la didattica in presenza possa far rialzare i contagi e il ministro Azzolina ha spiegato ai suoi che tornare in aula resta l’obiettivo ma sulla data si farà una valutazione a fine anno in base all’andamento della curva.

Azzolina sulla riapertura delle scuole a gennaio

Ad aver espresso dubbi è stato in primis il Presidente de Veneto Luca Zaia secondo cui “se il 7 si aprono le scuole in una situazione come questa ho l’impressione che ci facciamo male“. Dello stesso parere anche il collega Fedriga (Friuli Venezia-Giulia) e i presidi del Piemonte che hanno già scritto una lettera al governatore Cirio proponendo di prorogare il rientro in classe all’11 o al 18 gennaio.

Il timore è infatti quello di dover richiudere subito dopo aver riaperto. Qualora le festività natalizie dovessero portare ad un aumento dei contagi, i primi a serrare sarebbero infatti gli edifici scolastici.

Paura che ha la stessa Azzolina, la quale ha più volte ripetuto che “durante le festività natalizie dobbiamo fare dei sacrifici anche per far tornare al più presto a scuola i ragazzi“. Per questo ha rimandato la decisione alla fine dell’anno quando si presenterà con “un piano credibile e pronto per essere attuato“.

Uno dei problemi principali per il rientro, oltre al nodo trasporti, è il tracciamento. Per ogni alunno o professore che si infetta servono infatti almeno una trentina di tamponi, numeri che le aziende sanitarie non riescono a reggere. Pierluigi Nigri, vicepresidente dei pediatri, ha spiegato che per riaprire sarebbe necessario che ci sia in ogni Comune un centro per fare i tamponi a studenti e insegnanti.

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