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Riapertura scuola, studenti in presenza fino al 30 giugno?

Si lavora per riaprire la scuola in presenza il 7 gennaio, ma la ministra dell'istruzione Azzolina vuole garantire fino al 30 giugno.

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Il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina vuole riaprire la scuola il 7 gennaio, e lavora per un prolungamento delle lezioni in presenza fino al 30 giugno, epidemia da covid permettendo. Le Regioni rimangono tuttora scettiche sulla riapertura a gennaio, mese in cui partirà la campagna vaccinale e l’influenza raggiungerà il picco.

Scuola: presenza fino al 30 giugno?

Il Governo lavora per la riapertura della scuola il 7 gennaio, ma il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina vorrebbe garantire le lezioni in presenza almeno fino al 30 giugno.

Così come la sanità, anche l’istruzione dei ragazzi rimane prioritaria per il governo, ma si continuano a nutrire dubbi su una riapertura degli istituti già ad inizio 2021.

Dai trasporti alla curva epidemiologica, passando per la campagna vaccinale, al governo sono molti i nodi da sciogliere in pochi giorni.

Le misure restrittive applicate da Conte per il periodo natalizio dimostrano come al momento tutto rimanaga in balia degli eventi.

Le idee sul tavolo rimangono bus privati e militari in campo per effettuare i tamponi agli studenti, oltre ad uno screening a tappeto sul personale scolastico. Gli istituti potrebbero rimanere aperti anche di pomeriggio, per permettere gli ingressi scaglionati.

Regioni contrarie

In un incontro avvenuto tra rappresentanti delle Regioni e ministri non si è trovato un punto d’incontro.

Rimane forte lo scetticismo alla luce dei contagi in alcune realtà italiane, aldilà della promessa fatta dalla ministra De Micheli sui trasporti.

Si lavora ad un documento condiviso Stato-Regioni, ma per molti giovernatori non ci sarebbero le giuste garanzie. “L’importante è partire e non avere il timore di richiudere“, fa notare Stefano Bonaccini. Nessuno tifa per non riaprire“, spiega Luca Zaia, governatore del Veneto. Tra curva epidemiologica, campagna vaccinale e picco influenzale previsto a gennaio, per le Regoni non ci sarebbero i giusti presupposti per una riapertura delle scuole.

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