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Vaccino Covid, Gallera: “Lombardia non ha date certe”

L'assessore al Welfare lombardo ha anche spiegato quanti giorni dovranno passare tra la prima e la seconda dose del vaccino anti-covid.

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Le somministrazioni del vaccino anti Covid per la popolazione della Lombardia è ancora incerta. Gallera ha presentato il piano vaccinazioni, ma ha affermato che non ha date certe sulla vaccinazione totale dei lombardia.

Vaccino Covid, nessuna data certa in Lombardia

L’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera ha presentato in regione il piano di vaccinazioni anti Covid.

Le prime dosi dovrebbe essere somministrate domenica 27 dicembre solo per medici e operatori sanitari. Diversamente, Gallera ha detto di non avere date certe circa la somministrazione contro il coronavirus che dovrà coinvolgere tutta la popolazione.

L’unica data certa – ha affermato l’assessore – è quella del 6 gennaio, giorno in cui l’Ema dovrà valutare il vaccino dell’azienda americana Moderna. Dopo i medici e gli operatori sanitari, a usufruire delle dosi vaccinali dovrebbero essere gli over 60 e successivamente, in un terzo step, un’altra parte del personale sanitario.

Gallera riversa la responsabilità sul commissario Arcuri, il quale dovrebbe comunicare a breve l’arrivo dei vaccini e le tempistiche della somministrazione. In particolare, tra la prima e la seconda dose di antivirale, “devono passare 21 giorni e c’è una tolleranza tra il 19esimo e 23esimo giorno” – ha sottolineato l’assessore lombardo.

Arcuri sta progettando un sistema di tracciamento informatico per tutto il Paese, in Lombardia, finché non sarà attivato il nuovo sistema verrà utilizzato quello regionale che verrà poi integrato a quello nazionale.

Gallera ha poi sottolineato l’individuazione di 65 hub per la campagna vaccinale regionale.

Ogni hub ha competenza rispetto a un territorio di afferenza – ha detto Gallera – composto di strutture periferiche e Rsa e deve presentarci un piano di realizzazione della parte organizzativa e gestionale nell’arco temporale indicato“. Tutte realtà, ha specificato l’assessore, “è a sé stante: ci sono Rsa molto grandi, realtà molto piccole e altre medie. Ogni hub si organizza e nell’arco di alcuni giorni deve presentare un piano preciso“.

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