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I dpcm sono illegittimi e incostituzionali: la sentenza del Tribunale di Roma

Una sentenza del Tribunale di Roma definisce i dpcm illegittimi e incostituzionali e per questo da annullare.

Conte convocato cdm
Conte convocato cdm

Il Tribunale di Roma, chiamato ad esprimersi su un contenzioso che riguarda un esercizio commerciale della città, ha definito i dpcm varati durante l’emergenza sanitaria illegittimi e incostituzionali e pertanto “caducabili“, cioè da annullare perché privi di effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale.

Dpcm illegittimi e incostituzionali

Nella sentenza si legge che i decreti emanati dal Premier Conte contenenti le restrizioni e le norme anti contagio sono “viziati da violazioni per difetto di motivazione” e “da molteplici profili di illegittimità“. Si tratta infatti di provvedimenti non di natura normativa bensì amministrativa, per cui dovrebbero fare riferimento ad una legge già esistente.

C’è effettivamente stato un decreto legge che legittima i dpcm, ma si limitava a contenere un elenco a titolo esemplificativo e consentiva così l’adozione di atti innominati, senza stabilire però alcuna modalità di esercizio dei poteri.

Il Tribunale di Roma ha inoltre spiegato che non c’è alcuna legge ordinaria che attribuisce al Consiglio dei ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario.

In più i decreti, che hanno imposto “una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà“, avrebbero richiesto un ulteriore passaggio in Parlamento diverso rispetto a quello che si è avuto per la conversione del decreto Io resto a casa e del Cura Italia.

“Si tratta pertanto di provvedimenti contrastanti con gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale“, conclude la sentenza che lascia dunque intendere profili di incostituzionalità.

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