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Vaccino, Sileri: “Senza adesione massiccia sarà obbligatorio”

Per Sileri il vaccino dovrebbe essere obbligatorio solo se non ci sarà un'adesione massiccia.

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Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha rilasciato un’intervista a La Stampa nella quale ha ulteriormente sottolineato l’importanza del vaccino covid, ma allo stesso tempo ha invitato i cittadini a non considerare la questione come risolvibile in poche settimane.

E poi, sul tema del rendere obbligatorio o meno il vaccino, Sileri ha le idee chiare: “Per sconfiggere il Covid ci sarà bisogno di un’adesione massiccia al vaccino. Se nei prossimi mesi la campagna non dovesse raggiungere i 2/3 della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste, c’è l’obbligatorietà. Ma non è un problema attuale. Sono fiducioso”.

Sileri sul vaccino: “Potrebbe essere obbligatorio”

Il focus dell’intervista si è poi spostato sul tanto discusso tema delle 30 milioni di dosi di vaccino che spetteranno alla Germania in virtù di un accordo privato raggiunto dal governo di Berlino direttamente con la casa farmaceutica produttrice. “Va fatta luce – dice Sileri sul tema – se c’è stato un errore nella distribuzione. Comunque, ci sono delle percentuali settimanali destinate a ogni Paese e queste verranno rispettate”. Per rispettare tali tappe è necessario poi che anche gli altri vaccini – ancora in fase di approvazione da parte degli organi competenti – vengano autorizzati, motivo questo che spinge lo stesso Sileri ad ammettere che il piano potrà subire delle modifiche “strada facendo”.

Sileri parla poi del possibile arrivo della terza ondata covid, dalla quale l’Italia non sarebbe del tutto al sicuro: “Il vaccino, che ha un’efficacia accertata a un mese dalla prima dose, nulla potrà sulla probabilissima recrudescenza che vedremo nei prossimi giorni”. E poi sulle riaperture:Se in una regione la curva è sotto controllo da settimane, non vedo perché non si debba iniziare a parlare di una graduale riapertura. Compreso l’allungamento progressivo degli orari di bar e ristoranti e l’apertura dei centri commerciali la domenica”.

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