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Governo, il ministro Bonetti: “Sono pronta alle dimissioni”

Governo, Elena Bonetti pronta a dare le dimissioni: "Torno con grande dignità e gratitudine a fare il lavoro che ho sempre svolto".

Elena Bonetti

Elena Bonetti, che nel Governo Conte II occupa il ruolo di ministro della Famiglia, ha dichiarato di essere pronta a dare le dimissioni. Ai microfoni di SkyTg24 si è definita “una donna libera e sono chiamata a esercitare liberamente il giuramento che ho fatto sulla Costituzione“.

Il ministro ha specificato poi: “Sono una donna che sceglie di servire il Paese con le proprie idee. Ma se questo non è possibile, una politica che mi chiede di rinunciare ai miei valori non mi appartiene, una politica esercizio di potere, torno con grande dignità e gratitudine a fare il lavoro che ho sempre svolto“.

Governo, Bonetti pronta alle dimissioni

A proposito del Recovery Plan, il ministro della Famiglia spera “che si apra presto il tavolo e arrivino risposte concrete“.

Bonetti nutre il timore che “se questo non succederà, ad un logorio dell’Italia noi non ci stiamo“. “Ci siamo a un lavoro serio” ma “non ci stiamo ad occupare le poltrone per le poltrone“.

Riguardo all’assalto al Congresso USA, il ministro condannato duramente la condotta del presidente uscente e il “populismo, che diventa violenza. Noi stiamo con Biden, con Obama, noi non siamo il governo del cambiamento paragonato all’amministrazione Trump”.

La replica a Luisa Muraro

In una lettera aperta a Luisa Muraro, Elena Bonetti e Teresa Bellanova hanno voluto sottolineare la loro autonomia all’interno di Italia Viva, partito fondato da Matteo Renzi: “Il partito in cui siamo e agiamo è Italia Viva. Partito che dalla sua fondazione, da parte di Matteo Renzi, contempla la diarchia in tutti i ruoli e le cariche, scelta che anche a livello locale sta cambiando il volto della partecipazione politica. Non a caso Matteo Renzi è stato il primo e finora l’unico presidente del Consiglio ad aver attuato la piena parità nell’indicazione dei suoi ministri (50% donne e 50% uomini). Già molte ministre di quel governo furono accusate di essere succubi del capo. Megafoni”.

La lettera prosegue: “D’altra parte è un maleficio che sembra colpire molte donne che scelgono la politica e ambiscono a ruoli apicali. Dunque, nessuna meraviglia se lo stesso incantesimo ricade oggi su due Ministre della Repubblica. Lascia tuttavia sconcertati che a farsene interprete sia questa volta anche la parola di una filosofa che ha scritto saggi sulla libertà femminile e l’autorità che ne deriva. Perché le donne, alla prova degli eventi e dei fatti, sono obbligate a dare ragione della loro autonomia di giudizio rispetto agli uomini mentre agli uomini mai, neppure dalle donne, questo è richiesto?”.

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