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Alessandra Locatelli, quando l’assessora voleva le idropulitrici contro i clochard

Da poche ore è la nuova assessora alla Famiglia della Lombardia, ma in passato Alessandra Locatelli si era già fatta notare dall'opinione pubblica.

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È da poco la nuova assessora alla Famiglia della Lombardia, ma la leghista Alessandra Locatelli non è certo un volto inedito alle cronache politiche nazionali. Già ministra per la famiglia e le disabilità nel primo governo Conte, Locatelli si fece notare quando ancora ricopriva la carica vicesindaco del comune di Como.

In quel periodo infatti si mostro particolarmente inflessibile contro i numerosi clochard che dormono sotto i portici della città lariana, arrivando ad essere conosciuta con l’appellativo di “sceriffa”.

Alessandra Locatelli e il suo passato anti clochard

Degno di nota di questo suo atteggiamento di aperta ostilità contro i senzatetto fu quando alle cinque del mattino del 31 agosto 2018 – giorno della festa patronale di Como – mandò le idropulitrici della nettezza urbana a sparare potenti getti d’acqua sui portici sotto i quali dormivano i clochard comaschi.

Un vero e proprio sgombero che all’epoca i volontari dell’associazione Como Accoglie definirono “un gesto di cattiveria gratuita”.

L’atteggiamento inflessibile dell’allora vicesindaca fece bella mostra di se nell’inverno successivo, quando rifiutò di allestire un dormitorio per i senzatetto nonostante imperversasse l’emergenza freddo: “Non siamo disponibili ad aprire nuove strutture sul territorio”.

Le critiche a Mattarella

Le sue posizioni anti clochard non sono però gli unici aspetti per i quali Locatelli è salita agli onori delle cronache.

Durante i preparativi per la formazione del governo gialloverde infatti, fece scalpore la sua condivisione social di un appello lanciato dal segretario regionale della Lega Paolo Grimoldi, che invitava gli amministratori leghisti a rimuovere la foto del presidente della Republica dagli uffici pubblici: “Chiederemo a tutti gli amministratori della Lega in Lombardia di rimuovere immediatamente dai loro uffici pubblici la foto di Mattarella, che non rappresenta più un garante imparziale dei cittadini”.

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