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Crisi di governo, chi sono i “senatori responsabili”?

La crisi di governo minaccia la sopravvivenza dell’esecutivo italiano: la maggioranza è alla ricerca di "senatori responsabili" che sostituiscano Iv.

Giuseppe Conte

La crisi di governo che sta scuotendo le fragili fondamenta del governo italiano si fa sempre più pressante, col trascorrere delle ore. Le pressioni provenienti da Italia Viva stanno compromettendo il regolare svolgimento delle funzioni politiche e la ricerca di nuovi senatori che appoggino il premier Conte diventa sempre più urgente, soprattutto qualora dovesse verificarsi l’abbandono della maggioranza da parte di Iv.

Crisi di governo, i voti necessari in Senato

Il governo Conte, per ottenere la maggioranza politica al Senato, deve raggiungere i 161 voti ma potrebbe essere sufficiente l’appoggio stabile di 158 senatori per garantire la sopravvivenza dell’esecutivo, anche nel caso in cui avvenisse la rottura definitiva con Iv.

Simili calcoli e congetture sono all’ordine del giorno negli ambienti della maggioranza e si basano sul fatto che, a Palazzo Madama, i parlamentari eletti corrispondono al numero di 315 mentre i parlamentari che effettivamente compongono il Senato sono 321, calcolando i 6 senatori a vita.

Secondo questa logica, quindi, a Conte basterebbe raggiungere 158 voti favorevoli per poter proseguire con la sua azione di governo e continuare a guidare il Paese.

L’aspetto numerico, tuttavia, è soltanto uno dei problemi che affliggono il Conte bis. Ad esso, infatti, si affianca il divietopreviso dal Regolamento del Senato di creare nuovi gruppi parlamentari a meno che le nuove formazioni non si uniscano a uno dei simboli presentati nel corso delle ultime elezioni politiche organizzate a livello nazionale.

Per questo motivo, ad esempio, si sta cercando di attirare nell’orbita governativa i tre senatori dell’Udc che, durante le scorse elezioni, hanno associato il proprio simbolo a quello di Noi con l’Italia.

Ad ogni modo, qualora la separazione con Iv divenisse ufficiale, senza il sostegno di un nuovo gruppo parlamentare, il governo non potrebbe più contare su una maggioranza politica ma esclusivamente su una maggioranza numerica.

Il ruolo dei senatori della minoranza

Il Conte bis sinora ha goduto dell’appoggio di 92 senatori del M5s, di 35 senatori del Pd, di 5 senatori di Leu, di sei senatori di Autonomie, di 18 senatori di Iv e di 9 senatori del gruppo misto ovvero Buccarella, Cario, De Bonis, Di Marzio, Fantetti, Fattori, Lonardo, Merlo e Ruotolo, per un totale di 165 voti complessivi. Un simile numero, qualora Iv confermasse la volontà di uscire dalla maggioranza di governo, crollerebbe a 147: mancherebbero, pertanto, ben 11 voti per raggiungere la quota dei 158 e 14 per arrivare a 161.

A questo proposito, alcuni senatori esterni alla maggioranza di governo si stanno dichiarando disposti a sostenere Conte e sopperire alla mancanza di voti. Tra questi, ad esempio, hanno mostrato l’intenzione di supportare il governo due ex-M5s che attualmente compongono il gruppo Misto. Si tratta di Gregorio De Falco, che spesso ha votato a favore della maggioranza, e Mario Giarrusso.

Altri possibili voti potrebbero giungere dai 3 senatori dell’Udc e dai 3 senatori di Idea-Cambiamo, anche se finora qualsiasi collaborazione è stata prontamente smentita.

Parlamentari come Anna Maria Bernini e Antonio Tajani, di Fi, ha confermato di non aver intenzione di appoggiare il governo. Allo stesso modo, Anna Maria Parente, presidente della Commissione Sanità, ha descritto come «infondate» le notizie che preannunciano un suo imminente abbandono di Iv.

Altre smentite, poi, giungono da senatori considerati pronti ad assecondare le lusinghe della maggioranza come Dal Mas, Mallegni e De Siano. Ancora, altri tentativi per recuperare i voti necessari a raggiungere la soglia del 158 stanno riguardando altri ex-M5s come Ciampolillo, Drago, Martelli o Pacifico che, tuttavia, dopo aver abbandonato il movimento, si sono sempre dimostrati estremamente ostili al Conte bis.

Conte e la ricerca di “senatori responsabili”

A proposito della possibilità di sostenere il governo nel caso in cui Italia Viva ufficializzasse il ritiro della propria delegazione dalla maggioranza politica, si è espresso anche Goffredo Bettini. Intervistato da Barbara Palombelli a Stasera Italia, il parlamentare del Pd ha dichiarato: «Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi». Il riferimento di Bettini alludeva, principalmente, ai senatori di Forza Italia, considerati come particolarmente propensi a giungere in soccorso del governo.

Inoltre, gli ultimi avvenimenti governativi e l’annunciato appoggio di Mastella a Conte sono alla base delle voci messe in circolazione da Iv che prevedono la nascita del cosiddetto «governo Conte-Mastella». L’espressione viene utilizzata per indicare la possibile costituzione di un nuovo gruppo parlamentare composto da politici responsabili che si assuma l’onere di sostenere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sostituendo di fatto i senatori di Italia Viva nella maggioranza di governo.

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