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Chi è Pietro Benassi, il nuovo sottosegretario ai Servizi Segreti

Pietro Benassi, chi è il nuovo diplomatico con la delega ai Servizi Segreti. Merkeliano, europeista convinto, ha preparato l'Italia per il G20 del 2021.

pietro benassi e la delega ai servizi segreti

Il premier Giuseppe Conte ha finalmente deciso su chi affidare la delega ai Servizi Segreti, è colui che dovrà farsene carico è il diplomatico di lungo corso Pietro Benassi.

Chi è Pietro Benassi

Nato a Roma nel 1958, Benassi si laurea in Scienze Politiche all’università di Padova.

Inizia la sua attività nella Farnesina a partire dall’84, quando assume l’incarico per 2 anni di Segretario di Legazione, per poi lavorare all’amabasciata italiana dell’Avana nel periodo 86-90. Da quì la sua carriera diplomatica prende letteralmente il volo: dal 1990-1994 è primo segretario dell’ambasciata italiana a Varsavia, per approdare a Bruxelles agli inizi del 2000. Nel 2009 diventa ambasciatore presso la sede di Tunisi sino al 2013, per poi spostarsi a Berlino e guidare l’ambasciata per il periodo 2014-2018.

Nel 2018 poi, in seguito alle nuove elezioni e alla formazione del governo giallo-verde, fa ritorno in patria per offrire la sua visione dell’Europa e di quale posizione dovesse avere l’Italia nello scacchiere continentale: ossia rimanere il più vicino possibile alle istituzioni eurpee in generale e alla Merkel in particolare. Arruolato quindi da Conte come consigliere diplomatico, è riuscito a costruire una fitta rete di relazioni diplomatiche sia con il mondo europeo che americano, compreso l’ambasciatore statunitense in Italia Lewis Eisenberg.

Oltre a ciò, è riuscito anche a mettere d’accordo diverse visioni politiche nostrane, che a livello europeo, si sono poi concretizzate con la cosidetta “formula Ursula”, che hanno portato all’elezione dell’attuale Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen.

L’ultimo incarico affidatogli, prima della delega ai Servizi, è stato quello di gestire la regia per due impegni importanti a livello internazionale che quest’anno attendono l’Italia: la presidenza del G20 e del Cop26.

Come sottolineato dallo stesso Benassi – “Sarà una grande vetrina per l’Italia. la reciprocità nel procurement o la regolamentazione del commercio internazionale fra grandi player come Ue e Cina saranno al centro del dibattito”.

Adesso questo nuovo delicato incarico, che si presenta di non facile avvio, considerando i diversi dossier sul tavolo, temi delicati che interessano non solo la Sicurezza Nazionale, ma che, in alcuni casi, hanno aperto un feroce dibattito anche nell’opinione pubblica: come il 5G.

Come dichiarato da un diplomatico che vuole rimanere anonimo, “Benassi può avere un ruolo pienamente politico, a patto che Conte gli apra la strada della vera gestione dei servizi. Benassi ha la possibilità di permettere a Conte e al governo di utilizzare lo strumento intelligence senza che il peso della gestione del comparto e le rivalità fra funzionari debbano prevalere sulla visione politica”.

Non solo Benassi

Il caso di Benassi non è unico. Benassi infatti non è il primo diplomatico che assurge a posizioni di un certo riliervo per la Sicurezza Nazionale. Prima di lui ci fu Paolo Fulci, direttore del Cesis che allora coordinava ilS ismi e il Sisd. Poi Giampiero Massolo, ex segretario generale della Farnesina, nominato direttore del Dis, il dipartimento che coordina Aise e Aisi secondo la legge 124 del 2007 (quella che formalizza l’istituzione dell’autorità delegata).

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