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La crisi di governo è in stallo, ma Conte deve sbrigarsi

Conte deve fare presto per salvare la il suo esecutivo, ma la crisi di governo sembra essere in stallo.

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A più di una settimana dallo strappo di Italia Viva alla maggioranza, la crisi di governo non è ancora stata risolta. La parziale vittoria ottenuta dall’esecutivo di Conte nel passaggio parlamentare del voto di fiducia (321 sì alla Camera e 156 al Senato), ha rappresentato soltanto un punto di partenza dal quale partire per trovare nuove forze di supporto che vadano a sostituire i deputati e i senatori di Italia Viva.

Mattarella ha detto a Conte di sbrigarsi, lo stesso hanno fatto i suoi alleati del Pd, non di certo disposti ad andare oltre un tempo concepibile per fare nuovi accordi di palazzo. Renzi nel frattempo gioca d’anticipo, impone il silenzio a tutti i suoi e ammicca al ritorno in maggioranza, ma il M5s ha già smentito che questo potrà accadere. Una crisi muscolare attualmente in stallo, nella quale nessuno vuole rischiare di perdere la faccia, ma che proprio per questo motivo potrebbe risolversi con la fine della legislatura e nuove elezioni.

Crisi di governo in stallo

Il presidente del Consiglio però non ha molto tempo. Mercoledì 27 gennaio al Senato si vota la relazione sulla Giustizia di Alfonso Bonafede e i renziani di Italia Viva hanno già detto che non voteranno a favore. I nomi di responsabili, costruttori o voltagabbana ci sono e si rincorrono, ma al momento sembra difficile credere che il MoVimento 5 Stelle possa accettare di andare al governo con l’Udc dopo i recenti fatti giudiziari che hanno riguardato il suo ormai ex segretario, Lorenzo Cesa.

Figura cardine in questo gioco delle parti è rappresentata da Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico, che da giorni lavora per provare a costruire un Conte ter. Lo stesso Tabacci è stato ricevuto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio per provare a sbloccare la situazione. “La possibilità di rafforzare la maggioranza c’è – ha detto il leader di Centro Democratico – ma serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto. Penso che Conte sia l’unico punto di equilibrio di questa legislatura. Per concludere la crisi è necessario aprire a un ventaglio di forze più ampio. Renzi al Senato ha fatto un discorso di rottura – ha concluso – ma credo che in Iv ci siano posizioni più concilianti. E poi c’è l’area dei liberal-democratici di Forza Italia”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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