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Salvini: “Io rifiuterei due terzi dei soldi del Recovery fund”

Salvini rifiuta il Recovery fund: "Spenderei solo i soldi a fondo perduto".

Salvini rifiuto recovery fund

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha detto la sua sul Recovery fund nel corso del suo intervento a DiMartedì su La7, palesando molto scetticismo nei confronti del piano del Next generation Ue. “Se fossi al governo – ha detto Salvini – rifiuterei due terzi dei soldi del Recovery Plan dall’Europa“.

E ancora: “Parliamo di 200 miliardi che per due terzi sono a prestito e il resto a fondo perduto – specifica il capo dell’opposizione – ma prima di darteli ti dicono di usarli per quello che l’Europa ti chiede di fare”. Salvini dunque conferma la sua linea anti europeista e rifiuta dal suo punto di vista il fatto che i soldi siano vincolati da linee ben precise stabilite non dall’Italia, ma dall’Europa.

I soldi a prestito non li userei – specifica Salvini – userei solo quelli a fondo perduto. Non li prenderei perché li posso chiedere al mercato a tassi migliori”.

Salvini e il rifiuto al Recovery fund

Salvini ha detto poi la sua anche sulla crisi di governo e sulle possibili soluzioni della stessa, tra ipotesi di governi di unità nazionale, elezioni e Conte ter.

In merito al primo aspetto, quello che prevedrebbe tutte le forze politiche insieme per affrontare questo momento di difficoltà, il leader leghista taglia corto e mette molti veti: “Se fanno taglio tasse al 15%, se non toccano Quota100, se ci permettono di tenere sotto controllo l’immigrazione, se si muovono sulle infrastrutture allora parliamone, ma è fantapolitica. Tirare a campare con Renzi e Zingaretti? No, grazie”. Le ipotesi sono dunque poche per Salvini: O c’è Conte o governo di centrodestra o andiamo al voto“.

Il centrodestra mira alle elezioni per rafforzare la propria quota in Parlamento e, verosimilmente, governare il Paese. I sondaggi lo confermano, ma l’unica problematica potrebbe essere rappresentata da un ipotetico nuovo partito di Conte che rafforzerebbe la propria posizione e sarebbe un nuovo attore politico imprevedibile negli attuali sondaggi, ma decisamente popolare.

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