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Governo tecnico, cos’è e come si forma?

Cosa si intende per governo tecnico, o istituzionale, quando entra in funzione e quali sono le differenze rispetto a un governo politico?

Governo cosa succede ora

Governo tecnico” è un’espressione appartenente al gergo parlamentare italiano. In questi casi, nell’esperienza repubblicana, il compito di formare un governo è stato affidato a personalità con capacità tecniche, estranee alle forze politiche stesse, per far fronte all’emergenza senza incontrare i veti incrociati dei partiti politici in Parlamento.

Cos’è un governo tecnico?

Il governo tecnico è un “governo di transizione, istituito per occuparsi dell’attualità, in attesa di un chiarimento della situazione politica“. Si tratta di un “governo senza una solida base politica e destinato a durare per un periodo di tempo limitato, con il compito di svolgere solo funzioni amministrative, in attesa della risoluzione di una crisi politica in atto”.

Con questo si intende che la Costituzione italiana interviene in termini molto limitati nel definire la stabilità del rapporto di fiducia tra Parlamento e governo, e altrettanto poco nell’assicurare la capacità esecutiva di indirizzo politico.

La disciplina costituzionale italiana relativa al rapporto di fiducia prevede due aspetti: la mozione di sfiducia e la mozione di fiducia.

Mentre il primo ha avuto un effetto concreto solo una volta nella storia parlamentare italiana (la crisi del governo Prodi II nel 2008, a seguito dell’esito positivo della mozione di sfiducia), il secondo ha avuto ben altra importanza.

Quest’ultimo prevede che ogni governo debba, entro dieci giorni dalla sua costituzione, presentarsi alle Camere per ottenere (mediante mozione motivata e voto palese) l’approvazione del proprio discorso politico.

La maggioranza espressa dalla mozione di fiducia è una maggioranza “politica”, che va distinta dalla maggioranza “aritmetica” richiesta dalla Costituzione (art. 64.3) per l’approvazione delle singole deliberazioni.

In fasi di particolare fermento politico, può accadere che le parti decidano di non impegnarsi esplicitamente in un’alleanza politica: riponendo la loro fiducia in un governo con una dichiarata funzione di transizione, aspettano un momento maturo per concordare, anche in vista di una fase elettorale, e creare una maggioranza in grado di sostenere una direzione politica.

In tali governi “in scadenza”, la presenza di ministri “tecnici”, cioè esperti e funzionari scelti al di fuori della politica attiva, e quindi non parlamentari, ha in qualche modo la funzione di valorizzare il proprio carattere di neutralità politica. Non prevede in ogni caso l’obbligo di scegliere tra i membri del Parlamento il Presidente del Consiglio ed i ministri.

Si è parlato di “governo tecnico” a proposito del governo Dini, in carica nel biennio 1995-1996, e del governo Monti (16 novembre 2011-28 aprile 2013).

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