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Come cambiano i sondaggi con un ipotetico partito di Conte?

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Un partito di Conte partirebbe molto bene nei sondaggi: sarebbe al 10,2%.

Sondaggio partito conte

La crisi di governo tutt’ora in corso non si risolverà con lo scioglimento della Camere e il voto degli italiani. Mattarella è stato molto chiaro nel suo ultimo discorso pubblico: non ci sono le condizioni e le tempistiche per poter svolgere le elezioni, ma anzi è necessario fare presto e dar vita ad un esecutivo di alto profilo con alla guida Mario Draghi.

Vengono meno dunque le strategie elettorali e i partiti cercano, in modo molto diverso tra di loro, di entrare nel nuovo governo sperando che la scelta del nuovo premier incaricato sia di dar vita ad esecutivo più politico che tecnico. Ci sono però sempre i sondaggi, che molto incidono sulle varie decisioni politiche, specie nel modo di far politica degli ultimi anni. In molti guardano al consenso popolare e temono la discesa in campo di una forza politica, quella del Presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte che un ipotetico suo partito potrebbe modificar l’attuale schema del consenso popolare.

Come cambierebbero dunque i sondaggi con un partito di Conte?

I sondaggi con il partito di Conte

L’attuale scenario, senza dunque il partito di Conte, descritto dai sondaggi di Emg mostra come sia ancora la Lega il primo partito in Italia, al 23,9% (-0,2% rispetto alla settimana precedente), seguita dal Pd al 20,1% (=), da Fratelli d’Italia al 15,8% (-0,3%), dal MoVimento 5 Stelle al 13,9% e da Forza Italia al 7,7% (+0,1%).

Tra i partiti più piccoli resta stabile Italia Viva al 4,1%, crescono Azione e Leu – rispettivamente al 3,7% e al 2,8% – seguite da Europa Verde e +Europa al 2,1% e da Cambiamo all’1,1%.

Con l’ingresso in campo di un nuovo attore, cioè del partito di Giuseppe Conte, le cose cambierebbero e andrebbero a discapito soprattutto del Pd e del M5s che perderebbero consenso in favore dell’avvocato che ha guidato l’Italia durante la pandemia. Ecco dunque che al primo posto ci sarebbe sempre la Lega al 23,1, – 0,8% rispetto allo scenario senza la nuova forza politica, ma con un distacco più netto rispetto al Pd che si fermerebbe al 16,6% e perderebbe dunque un 3,5% dei suoi elettori. Non muterebbe Fratelli d’Italia che resterebbe al 15,8%. Subito dopo ci sarebbe il partito del Presidente del Consiglio dimissionario al 10,2%, un cifra consistente di consenso su cui si potrebbe lavorare, ma che distruggerebbe definitivamente il MoVimento 5 Stelle che perderebbe il 5% dei consensi e si fermerebbe all’8,9%. Un punto lo perderebbe anche Forza Italia che andrebbe al 6,5%. Stabile invece la situazione nei cosiddetti piccoli partiti.

Il consenso di un eventuale partito si riscontra anche nella fiducia concessa dagli elettori ai leader. Al primo posto c’è Giorgia Meloni, al 39%, che condivide il proprio primato proprio con Giuseppe Conte. Dietro c’è Matteo Salvini al 33% che viene raggiunto dal governatore del Veneto Luca Zaia. Poi ancora Stefano Bonaccini al 32%, Roberto Speranza e Silvio Berlusconi e al 28% e a seguire Nicola Zingaretti e Roberto Fico al 27%. Stabile Giovanni Toti al 24% che viene raggiunto da Carlo Calenda. Un po’ staccato c’è Luigi Di Maio al 21%, mentre chiudono Matteo Renzi al 13% e Vito Crimi all’11%.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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