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Draghi, priorità alla scuola: necessità di recuperare il tempo perso

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Draghi pone priorità alla scuola e discute del piano vaccini per gli insegnanti. L'intento sarebbe avere una scuola pronta ai primi di settembre.

Draghi scuola
Draghi scuola

Nel secondo giro di incontri Mario Draghi avrebbe posto la prima bozza di programma ai partiti: tra le priorità c’è la scuola, che pare voglia essere prolungata fino alla fine del mese di giugno.

Draghi, il futuro della scuola

Nonostante non siano ancora arrivate conferme né precisazioni, sembrerebbe che il nuovo governo sia favorevole a un allungamento dell’anno scolastico, che terminerebbe alla fine del mese di giugno.

L’obiettivo, magari anche accorciando le consuete vacanze di Pasqua, è recuperare il tempo perso nei mesi scorsi, quando l’emergenza sanitaria dilagava, gli istituti scolastici ricevano direttive differenti da esecutivo ed enti locali, restavano disorganizzati e la presenza veniva sostituita dalla Dad.

Tuttavia, presidi e insegnanti evidenziano le problematiche che emergerebbero prolungando le lezioni oltre i limiti stabiliti.

In particolare perché costringere i ragazzi in aule calde potrebbe rivelarsi svantaggioso (anche dal punto di vista formativo e del profitto). Inoltre, ci sono gli esami, di terza media e di maturità. Se il governo Draghi abbandonerà il metodo Azzolina (maxi orale al quale sono tutti ammessi) e deciderà di lasciare almeno uno scritto, l’esame di Stato dovrà cominciare prima della fine di giugno (al momento la data è fissata per il 16 giugno).

Una parte dei professori sarà impegnata nelle commissioni.

Prove Invalsi e vaccini

È necessario poi stabilire che cosa gli studenti devono recuperare. “Si possono fare 2 settimane in più a giugno ma non si risolve problema del divario formativo che è differenziato”, commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp). Giannelli si è detto contrario all’idea di allungamento del calendario scolastico. Dello stesso parere i sindacati degli insegnanti.La soluzione non può essere il prolungamento generalizzato del calendario, che appare una soluzione semplice a una situazione invece complessa e variegata”. Così ha dichiarato Francesco Sinopoli, segretario scuola della Cgil. Dalla Cisl, Maddalena Gissi ha aggiunto: “Se bisogna rimodulare, bisogna capire dove e perché c’è bisogno, non si può fare di tutta l’erba un fascio. La necessità è di individuare le situazioni di emergenza e i recuperi da fare, come i lasciti negativi della Dad. Finora il ministro dell’Istruzione non ha eseguito alcuna rilevazione generale, avendo cancellato nel 2020 le prove Invalsi. Quest’anno potrebbero ricominciare dai primi di marzo.

Secondo le prime indiscrezioni, l’idea è di arrivare con una scuola pronta già ai primi di settembre, con più professori. A Montecitorio si è parlato anche del piano vaccini per gli insegnanti. Per il nuovo governo, la categoria sarebbe prioritaria, quindi i docenti sarebbero da vaccinare subito dopo gli anziani o anche usando le dosi di AstraZeneca per coloro che hanno meno di 55 anni.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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