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Renzi al Financial Times: “Ho aperto la crisi nella speranza Draghi”

Renzi al Financial Times: "La crisi era un rischio necessario per arrivare a Mario Draghi"

Renzi Financial Times crisi Draghi

Matteo Renzi continua a rilasciare molte interviste alla stampa estera, un modo secondo molti per aumentare la sua caratura internazionale ora che in Italia sono molto pochi coloro che continuerebbero a dargli fiducia dopo l’ennesimo gioco di palazzo messo in atto.

Il leader di Italia Viva, in alcune sue dichiarazioni rilasciate al Financial Times, si intesta la titolarità dell’operazione Draghi, quasi a voler fare intendere di aver preventivato tutto in un gioco di incastri che avrebbe, a suo dire, rafforzato il Paese pur passando attraverso un crisi di governo.

Renzi Financial Times sulla mossa Draghi

Nella mia cerchia ristretta – dice Renzi – molte persone mi dicevano, ma sei pazzo? Ogni talk show in Italia diceva: guarda questo pazzo che apre una crisi per motivi personali.

Molte persone mi hanno detto: lo stai facendo solo per avere più ministri, solo per te. Ma un mese fa avevo la golden share nel governo, con Draghi no. Ho perso potere con questa operazione“. Renzi rimarca dunque il proprio sacrificio nei confronti del bene del Paese e cerca anche di mandare le risposte a tutti coloro che in queste settimane non credevano, e non credono, alle motivazioni comunicate pubblicamente dall’ex segretario del Pd.

La possibilità di essere guidato da Draghi era un’incredibile speranza – continua l’ex sindaco di Firenze – Così ho deciso di rischiare tutto, perché l’obiettivo avrebbe giustificato quel rischio. L’unico modo nel mezzo di una pandemia era chiamare il miglior giocatore, perché Mario è il miglior giocatore”.

Renzi torna poi anche sui molti attacchi ricevuti a mezzo stampa e sui social, frustranti per lui e la sua famiglia, ma sottolinea anche che con l’arrivo di Draghi qualcuno si sarebbe convinto del contrario: “Ho ricevuto molti messaggi che dicevano: un mese fa ho scritto su Facebook che eri un figlio di pu***na, ma ora riconosco che hai avuto coraggio.

Ma è una minoranza. Per molte persone continuo a essere un figlio di pu***na”.

Renzi nel governo Draghi?

Il leader di Italia Viva viene poi incalzato su un suo possibile incarico nel governo Draghi. L’ipotesi è fermata sul nascere dallo stesso Renzi che si prende la titolarità dell’operazione politica, ma preferisce che ora a risolvere la situazione siano gli altri: “È come andare in bicicletta. Ho fatto un buon lavoro, e ora devo togliermi, farmi da parte; è il momento che il capitano della squadra, Mario Draghi, vada. Sono così felice e così orgoglioso, ma so anche che è ora di lasciare il ruolo ad altri.

Poi sul futuro e sull’evidente calo di popolarità suo e del partito di cui è leader: “In politica la popolarità è importante. Paradossalmente, essere impopolare mi ha permesso di fare questo Ovviamente preferisco essere amato che odiato. Ma se voglio solo essere amato – conclude – il mio lavoro sarebbe quello di influencer, non di leader”.

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