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Governo Draghi, cosa succede ad Arcuri con il nuovo piano vaccini

Cosa succederà al commissario Domenico Arcuri con il Governo Draghi e la nuova campagna di vaccini, che verrà presto rivoluzionata?

Domenico Arcuri
Domenico Arcuri

Il Governo Draghi vuole dare una svolta molto significativa al piano di vaccinazione di massa, arrivando a farne subito trecentomila al giorno e a breve fino a cinquecentomila. Con tutti questi cambiamenti in atto, cosa accadrà al commissario Domenico Arcuri?

Cosa succede a Domenico Arcuri

Michele Bocci e Giuliano Foschini, in un loro articolo di Repubblica, hanno raccontato che il presidente del Consiglia sta decidendo di coinvolgere tutti i medici di famiglia nella somministrazione delle dosi del vaccino anti-Covid. Si parla di 70mila sanitari che potrebbero contribuire con circa 400mila vaccinazioni al giorno. Roberto Speranza, ministro della Salute, prima della crisi aveva spiegato alle Regioni che era pronto a chiudere con loro un accordo nazionale.

Poi, però, c’è stata la crisi di governo e ha dovuto rinviare. Nel giro di pochi giorni, però, l’intesa dovrebbe essere chiusa. L’idea è quella di usare i medici professionisti per fare vaccini più maneggevoli, cioè non quelli con l’Rna messaggero, ma ad esempio quelli di AstraZeneca e Johnson&Johnson. Alcune Regioni si sono già mosse in questa direzione, come la Lombardia, che ha preso in causa addirittura i farmacisti.

Emilia Romagna, Lazio e Calabria, invece hanno già chiuso accordi con i medici. La prossima settimana i dottori in Toscana inizieranno a vaccinare gli over 80 con i vaccini di Pfizer. In tutto questo si inserisce Domenico Arcuri, che durante l’anno dell’emergenza ha accumulato molti incarichi e anche tanti detrattori, tra cui Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva, per chiudere l’accordo per il Conte-Tar, ha cercato di far fuori, metaforicamente, Arcuri, Casalino, Tridico e Parisi.

A sorpresa, invece, il commissario potrebbe restare. Non ci sono segnali che fanno pensare che Domenico Arcuri non venga riconfermato. Alcune fonti del ministero della Salute hanno precisato che non avrebbe senso cambiare, visto che l’Italia è la prima nazione europea per numero di vaccinati con entrambi le dosi. Tutto potrebbe cambiare se non fosse raggiunto l’obiettivo principale, ovvero vaccinare 48 milioni di italiani entro la fine di ottobre.

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