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Ministero della Transizione Ecologica, in cosa consiste l’idea del M5s

Ipotizzato già nel 2019 è diventato oggi uno dei dicasteri di punta del governo Draghi: di cosa si occupa il ministero della Transizione ecologica?

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La prima a darne notizia era stata Donatella Bianchi, presidentessa del WWF, la quale con gioia aveva annunciato l’intenzione dell’allora premier incaricato Mario Draghi di dar vita ad un Ministero della Transizione Ecologica. Un’intenzione che successivamente si è trasformata in realtà, con la nomina lo scorso 13 febbraio del fisico Roberto Cingolani come primo ministro della Transizione ecologica della Repubblica italiana.

Ma di cosa si dovrà occupare precisamente il ministero in questione?

Cos’è il Ministero della Transizione Ecologica?

Nell’intenzione del Movimento 5 Stelle, il Ministero della Transizione Ecologica dovrebbe essere un super-Ministero capace di fondere competenze relative a sviluppo economico, energia e ambiente. I pentastellati avevano richiesto la creazione di questo dicastero e lo stesso Beppe Grillo lo aveva ribadito nel corso delle consultazioni avvenute con Mario Draghi.

Ed è stato proprio a seguito del parere positivo di Draghi che il superministro è stato fatto diventare dal M5s l’ago della bilancia nel corso delle discusse votazioni che i 5 stelle hanno tenuto sulla loro piattaforma di democrazia partecipata, Rousseau. Nel quesito che era stato pubblicato sulla piattaforma nella giornata dell’11 febbraio si poteva infatti leggere: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.

A detta di Donatella Bianchi, Draghi desidererebbe porre la trasformazione verde al centro della sua ottica di governo, dandole uno sguardo di prospettiva che sarebbe trasversale a tutte le altre politiche intraprese nel corso del suo mandato. Se ciò dovesse concretizzarsi nei prossimi mesi sarebbe un risultato storico per la politica italiana: un precedente più che positivo nonché un ampio primo passo nella direzione giusta verso il futuro, nonostante gli stessi 5 Stelle non ne avessero fatta una priorità così determinante nel corso dei loro due governi.

Le critiche all’iniziativa

Non tutti gli osservatori però hanno dimostrato lo stesso entusiasmo davanti alla proposta pentastellata. Anzi, non manca chi ha fatto notare che quella del “superministero” non è certo una novità per gli stessi grillini, che meno di tre anni fa avevano già presentato la proposta in Parlamento. Salvo poi, nel novembre 2019, ritirare l’emendamento per mano della senatrice Maria Laura Mantovani.

C’è poi chi sottolinea che al Ministero dell’Ambiente esista già un dipartimento (attualmente operativo e nato dopo il ritiro dell’emendamento) che si occupa proprio della transizione ecologica.

I corrispettivi nel resto del mondo

Ministeri con simili funzioni esistono già in vari paesi del mondo: eccone alcuni esempi.

In Francia ha il compito di attuare le politiche governative in materia di sviluppo sostenibile; ambiente e tecnologie verdi; energia e transizione energetica; clima; prevenzione di rischi naturali e tecnologici: sicurezza industriale, dei trasporti e delle infrastrutture.

In Spagna è stato ribattezzato, Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO) e si occupa di lotta al cambiamento climatico; prevenzione delle contaminazioni; prevenzione del patrimonio naturale, della biodiversità, dei boschi, del mare, dell’acqua e della transizione energetica.

La Svizzera ha un Dipartimento Federale per ambiente, trasporti, energia e comunicazioni. Esso si occupa di politica ambientale; gestione e sviluppo dei trasporti; vigilanza di fonti energetiche e mezzi di comunicazione.

Il Costa Rica – Stato piuttosto avanzato dal punto di vista della sensibilità ambientale – ha creato un Ministero per l’Ambiente e l’Energia (Minae) che si occupa di protezione dell’ambiente; uso sostenibile di risorse naturali e promozione dell’utilizzo di energie rinnovabili.

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