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Governo, le norme covid seguite durante il giuramento dei ministri

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Penne diverse, mascherne, distanziamento: ecco alcune delle norme anti-covid seguite dai ministri durante la cerimonia al Qurinale.

Causa restrizioni covid, quest’anno l’iter del giuramento dei ministri del nuovo Governo Draghi ha dovuto seguire alcune norme specifiche. Mascherine e distanziamento in sala, penne diverse per ogni ministro e file lontane durante la foto di rito. Ecco le regole che tutti i ministri hanno dovuto seguire con scrupolo durante la cerimonia di insediamento.

Norme covid per giuramento dei ministri

Il giuramento della nuova squadra di ministri del governo Draghi è avvenuta con successo anche per quanto riguarda l’obbedienza alle norme covid.

Diversamente da altri anni, infatti, questa cerimonia ha visto un rituale più puntiglioso sotto l’aspetto delle norme igieniche, proprio a causa della pandemia.

Norme a cui tutti avrebbero obbedito già prima della cerimonia. Arrivati al Quirinale, infatti le telecamere non hanno indugiato sul riprendere alcune conversazioni di breve durata tra Giorgetti, Patuanelli e Di Maio, sempre però a debita distanza l’uno dall’altro. Oppure il dialogo avvenuto tra Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Roberto Speranza, sempre mantenendo fede alle restrizioni del cerimoniale.

Dal punto di vista ufficiale, abbiamo visto come in sala tutti i nuovi ministri e il presidente della Repubblica Mattarella abbiano indossato sempre la mascherina e mantenuto le distanze di sicurezza, come da protocollo.

Una penna diversa per i 23 ministri, con la quale ognuno di loro ha firmato, dopo aver proclamato il giuramento di fedeltà alla Costituzione. Ministri da una parte, Draghi e Mattarella dall’altra parte, distanziati gioco-forza dal tavolo.

Una volta concluso il giuramento, i 23 ministri con Draghi a capo e Mattarella si sono spostati nel salone dei Corazzieri per la foto di rito. Anche in questo caso è stato allestito un palchetto ad hoc su cui sono stati posizionati i ministri, sempre a debita distanza e in questo caso è stata concessa la deroga alla mascherina almeno per il “cheese”.