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Modello tedesco anti Covid: cosa prevede l’ipotetica strategia di Draghi

Spostamenti limitati, chiusura delle attività e didattica a distanza: cosa prevede il modello tedesco anti Covid che anche Draghi potrebbe adottare.

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Per contrastare la diffusione delle varianti del coronavirus, specie quella inglese e di fronte alla richiesta di diversi virologi di istituire un nuovo lockdown, il governo guidato da Mario Draghi potrebbe scegliere di adottare il modello tedesco: cosa prevede?

Draghi si ispira al modello tedesco?

La Germania è in un regime di chiusure generalizzate da metà dicembre. Si tratta di un lockdown meno rigido rispetto a quello attuato durante la prima ondata ma che ha portato comunque ad un calo dei contagi, che ora sono inferiori alla quota di 10 mila al giorno. Le chiusure riguardano tutte le attività ritenute non essenziali, dai bar e i ristoranti fino ai centri benessere e ai parrucchieri. Questi ultimi potranno però riaprire il primo marzo.

Il modello tedesco prevede anche una limitazione agli spostamenti, consentiti solo per comprovate esigenze di salute, necessità e lavoro ma anche per svolgere attività sportiva o fare visita agli amici. È infatti possibile uscire di casa per incontrare una persona al di fuori del proprio nucleo di familiari/conviventi. Rispetto a quanto accaduto nei mesi precedenti, anche le scuole sono chiuse ma non si esclude che possano riaprire almeno in alcuni Land.

Anche in Germania, infatti, c’è una grande frammentazione regionale: molti territori agiscono in autonomia e hanno misure più o meno restrittive rispetto a quelle varate a livello nazionale. Un’altra norma prevista è la chiusura dei confini con la Repubblica Ceca e la regione austriaca del Tirolo volta a scongiurare l’importazione delle mutazioni del Covid.

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