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Movimento 5 Stelle, espulsione per chi ha votato contro

Potrebbero essere espulsi i 15 senatori del Partito che hanno votato contro la fiducia del Governo Draghi.

m5s espulsi senatori
m5s espulsi senatori

Quaranta senatori. Questo il bilancio di chi ha votato contro la fiducia del Governo Draghi. Tra questi ben 15 sono del Movimento 5 Stelle, un gruppo che già nei giorni scorsi avrebbe deciso che avrebbe dato il voto contrario al governo appena nato di Mario Draghi.

Ora questi quindici senatori potrebbero essere espulsi dal Partito.

A riferirlo fonti dello stesso Movimento che non avrebbero esitato a definire “malpancisti”, i “disertori” del Partito. Se tutto ciò dovesse essere confermato si tratterebbe di una importante defezione avvenuta non a caso pochi giorni dopo dall’annuncio di Di Battista che proprio in virtù del voto favorevole al Governo Draghi su Rousseau aveva deciso di lasciare il partito dopo anni di militanza.

M5S, espulsi i senatori contrari

Nel Movimento 5 Stelle potrebbe esserci un’espulsione di massa dopo che ben 15 senatori hanno deciso di votare contro il Governo Draghi. Lo hanno fatto sapere fonti del Movimento. La motivazione sarebbe collegata al fatto che con il voto contrario di 15 senatori, questi ultimi sarebbero posti fuori dalla maggioranza, una decisione quindi scomoda che potrebbe in definitiva terminare con la dipartita dei senatori.

Crimi non sarà più capo politico

Con la votazione di oggi, termina la fase relativa alla riorganizzazione della governance della nostra comunità. Il MoVimento non avrà più un capo politico, bensì un nuovo organo collegiale denominato “Comitato direttivo””, ad annunciarlo il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi che con una lettera pubblicata sui social ha dichiarato che il suo percorso quale capo politico sta volgendo al termine. Il Movimento 5 Stelle non avrà più la figura del capo politico bensì un comitato direttivo.

Crimi ha tuttavia affermato che il suo incarico non cesserà immediatamente: “La mia funzione di reggenza, al contrario di quanto è stato erroneamente affermato, non è conclusa e, interpellato in tal senso il Garante Beppe Grillo, proseguirà fino a quando non saranno eletti i 5 membri del nuovo Comitato.
Fino ad allora, come previsto dall’art. 7 lett. d) dello Statuto, in qualità di membro più anziano del Comitato di garanzia assumerò temporaneamente le veci del Comitato direttivo e procederò, come da Statuto, all’indizione della votazione per l’elezione dei suoi componenti”.

Grillo: “La reggenza resta in vigore”

Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha scritto una replica rivolta a Vito Crimi dove ha puntualizzato che la cessazione dell’incarico da capo politico non terminerà immediatamente dichiarando: “A mio avviso, invero, la tua reggenza da capo politico resta in vigore, a prescindere dalle modifiche statutarie, fino a quando non saranno nominati i 5 componenti del nuovo Comitato direttivo, essendo del resto impensabile che il MoVimento resti privo di rappresentanza per tutto il tempo occorrente per portare a termine la procedura di nomina (raccolta delle candidature, voto e proclamazione)”.

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