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Draghi ridimensiona il commissario Arcuri e non lo convoca ai vertici

Draghi ridimensiona il commissario Arcuri, non lo convoca ai vertici e gli chiede di occuparsi solo della distribuzione dei vaccini.

Draghi ridimensiona commissario Arcuri

In molti nel passaggio governo Conte bis e a quello di Mario Draghi si sono interrogati su quale potesse essere il nuovo ruolo del commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, grande punto di riferimento dell’ex Premier, ma non del tutto esente da critiche per il proprio operato.

Le ex forze di opposizione lo vorrebbero fuori, quelle della vecchia maggioranza in parte lo confermerebbero con convinzione e in parte lo farebbero solo per non dimostrare di aver commesso dei gravi errori in alcuni punti della gestione dell’emergenza. A risolvere questo impasse ci ha pensato Mario Draghi che ha confermato Arcuri come commissario, ma ha di base ridimensionato di molto la sua figura. L’elemento tangibile di quanto detto è la mancata convocazione di Arcuri nel tavolo decisionale per il nuovo dpcm dello scorso 23 febbraio.

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Draghi ridimensiona il commissario Arcuri

Si trattava sì di un tavolo politico, con tutti i ministri direttamente interessati, ma anche tecnico vista la presenza di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, colui che al posto di Arcuri ha fatto il punto sull’emergenza e soprattutto sul livello di vaccinazione nel Paese. Dal tavolo è emersa la necessità di accelerare con le somministrazioni, ma continuano a mancare le dosi e per questo l’Italia punta ora all’autoproduzione.

Il ruolo ridimensionato di Arcuri si vede anche in questo caso: un tempo sarebbe stato lui a guidare l’operazione, mentre oggi a parlare con Farmindustria è il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

C’è poi il fuoco amico, ovvero i continui attacchi che arrivano anche da dentro la nuova maggioranza. A guidare l’attacco è naturalmente Matteo Salvini che chiede le dimissioni di Arcuri specie dopo il mancato arrivo in Veneto di vaccini che la Regione avrebbe trovato in maniera individuale e per via dell’inchiesta sulle mascherine che vede il commissario come parte lesa, ma che di certo non aiuta in questo momento.

Draghi temporeggia e porta avanti il lavoro con i suoi più fidati. Il mandato di Arcuri scadrà con la fine dello stato d’emergenza, al momento fissato al 30 aprile, ed entro quel termine si spera di sbloccare anche le situazione attualmente gestire dal commissario ovvero la distribuzione dei vaccini e degli anticorpi monoclonali nelle regioni.

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