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Nicola Zingaretti annuncia le dimissioni, Conte: “Leader solido e leale”

Nicola Zingaretti annuncia le dimissioni da segretario del Partito democratico, Conte: "Ho conosciuto e apprezzato un leader solido e leale".

nicola zingaretti annuncia le dimissioni da segretario del pd

La decisione è arrivata al termine di settimane di “stillicidio” in cui i suoi compagni di partito, all’indomani della formazione del nuovo governo presieduto da Mario Draghi, non hanno fatto altro che parlare “di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni“.

Ecco perché “nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili“. Con queste parole (affidate ai social) Nicola Zingaretti ha annunciato le proprie dimissioni da segretario del Pd.

Conte: “Decisione sofferta, sono dispiaciuto”

La scelta di Zingaretti è stata commentata anche da Giuseppe Conte, che l’ha definita una “decisione evidentemente sofferta” che lo ha lasciato “dispiaciuto“. L’ex presidente del Consiglio ha ricordato le numerose occasioni in cui “ho avuto la possibilità di confrontarmi con lui, in particolare dopo lo scoppio della pandemia. Ho così conosciuto e apprezzato un leader solido e leale, che è riuscito a condividere, anche nei passaggi più critici, la visione del bene superiore della collettività“.

Dimissioni, il post di Nicola Zingaretti

Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni.

Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere.

Non è bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni.

Ma il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il Pd.

Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili.

Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie.

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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