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AstraZeneca, Speranza rassicura: “La vaccinazione va avanti”

Speranza: "Su AstraZeneca aspettiamo l'Ema, ma la vaccinazione va avanti".

AstraZeneca Speranza vaccinazione va avanti

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha voluto mandare un messaggio chiaro ai cittadini su quelle che sono le posizioni del governo in merito al caos generato dalla sospensione preventiva del vaccino AstraZeneca. “I vaccini – ha detto alle commissioni affari sociali e sanità di Camera e Senato – sono la prima vera chiave per chiudere la stagione così difficile che stiamo vivendo da oltre un anno quanto accaduto nelle ultime ore non incrina la fiducia”.

Malgrado dunque le difficile tematiche legate al siero anglo svedese, l’Italia andrà avanti con le vaccinazionie dovrà accelerare grazie all’aumento delle dosi a disposizione”. L’auspicio del ministro in tal senso è che “già da domani dall’Ema arrivino le rassicurazioni necessarie per riprendere in totale sicurezza.

AstraZeneca, Speranza la vaccinazione va avanti

“Nel prossimo trimestre – aggiunge Speranza – dovrebbero arrivare circa 50 milioni di dosi in Italia, nel terzo trimestre 80 milioni di dosi”.

Numeri decisamente molto alti, soprattutto se si guarda agli arrivi centellinati di questi ultimi giorni, ma ora serve accelerare con ogni forza: “Per intercettare questa maggiore disponibilità di dosi abbiamo lavorato per mettere in campo più risorse umane – dice il ministro della Salute – come i medici di medicina generale, gli specializzandi, pediatri di libera scelta, medici specialisti ambulatoriali, odontoiatri. Stiamo lavorando per inserire le farmacie e gli infermieri nella campagna di vaccinazione”.

In conclusione del suo intervento, Speranza ha anche sottolineato come la situazione epidemiologica del covid in Italia, per quanto problematica, sia decisamente diversa rispetto a marzo dello scorso anno.Siamo in una situazione non semplice e la risalita della curva è fondamentalmente dovuta alle varianti, perciò abbiamo inserito nuove misure e il criterio automatico per l’ingresso in zona rossa dei 250 casi a settimana ogni centomila abitanti “, ma la situazione attuale “non è assolutamente la stessa del marzo scorso, come sento dire in giro, penso agli strumenti, al testing, ai medicinali, ai vaccini”.

Non bisogna però commettere l’errore di abbassare la guardia: “La verità è che la situazione epidemiologica del Paese è ancora complicata. Lo testimoniano tutti i numeri, a partire dai casi che riscontriamo. Per questo abbiamo dovuto adeguare anche le misure che abbiamo messo in campo. L’aumento delle zone rosse [come previsto dall’ultimo decreto legge, ndr] ci consentirà di riportare la curva sotto controllo“.

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