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Erasmus obbligatorio per tutti gli universitari, la proposta di Letta

Erasmus obbligatorio per gli universitari, così Letta vuole rilanciare l'europeismo in Italia.

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Il Pd è in grande fermento con il nuovo segretario Enrico Letta che da quando è stato scelto ha avviato una veloce pratica riorganizzativa interna e gettato le base per quelle che saranno le prossime sfide politiche e gli obiettivi dei dem da qui al 2023.

Dopo aver detto il proprio pensiero sullo ius soli, su Patrick Zaki e su Giulio Regeni, Letta continua a guardare ai giovani e lo fa proponendo l’Erasmus obbligatorio per tutti gli studenti universitari.

Letta: “Erasmus obbligatorio per gli universitari”

Nel suo intervento a Didacta, una conferenza sulla formazione nel mondo della scuola, il leader del Pd ha detto: “Sono sempre stato dell’idea che l’Europa non nascerà veramente se non faremo l’Erasmus obbligatorio per gli studenti.

Il Next Generation Eu deve destinare una parte dei soldi per far fare un periodo in un altro Paese europeo. So che quando lo dico i docenti sono terrorizzati da 3 mesi buttati via, ma l’esperienza che un ragazzo fa andando tre mesi all’estero gli farà capire che insieme agli altri Paesi si possono risolvere i problemi”.

Per Letta è fondamentale anche rendere questa opzione accessibile a tutti, evitando dunque quanto avviene ora, ovvero che a poter studiare all’estero siano solo i figli di famiglie benestanti.

Non deve dipendere dalla disponibilità economica delle famiglie – ha detto il segretario dem – il nostro Paese si sta dividendo per censo, tutti coloro che hanno risorse ai figli fanno fare esperienze all’estero, perché tutti sanno l’importanza dell’educazione all’estero: ma così è l’opposto dell’ascensore sociale. Con il Next Generation Eu – ha aggiunto – non c’è un dispendio di risorse che divide tra chi può e chi non, se avremo fatto questo avremo fatto l’Europa dei cittadini europei.

L’idea di un grande progetto di questo tipo genera la comunità dei giovani cittadini europei“.

Il nuovo segretario del Pd ha messo dunque la marcia e viaggia sfrenato verso una nuova definizione del partito, sempre più vicino ai giovani per permettere a tutti loro di avere le stesse opportunità nella vita. È sempre in quest’ottica che l’ex presidente del Consiglio ha lanciato l’idea del voto ai 16enni in quanto “dare peso alla questione giovanile e alla voce dei giovani è anche obbligare i ragazzi di 16 anni a farsi un’idea, perché alla fine se li obblighiamo a farsi un’idea se la fanno”.

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