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Vaccini, Letizia Moratti sul malfunzionamento di Aria in Lombardia: «È inaccettabile»

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ha commentato il malfunzionamento di Aria, causa di ritardi nella campagna vaccinale.

Vaccini Lombardia

Nella mattinata di sabato 20 marzo, la Regione Lombardia ha riscontrato un problema di funzionamento relativo al sistema Aria, società che si occupa di scadenzare e organizzare le prenotazioni per la campagna vaccinale contro il coronavirus sul territorio regionale. L’errore rilevato ha riguardato il mancato invio dell’sms di prenotazione da inviare agli aventi diritto, indispensabile per sottoporsi alla vaccinazione.

Una simile situazione ha generato svariati disagi in città come Como, Cremona, Monza e Varese: in questi luoghi, infatti, erano centinaia le dosi pronte per l’inoculazione, in attesa dei prenotati che, non essendo però stati allertati, non si sono recati presso le strutture adibite per la somministrazione del farmaco.

Vaccini, i tweet di Letizia Moratti sul malfunzionamento di Aria

La spiacevole vicenda provocata dal malfunzionamento del sistema Aria è stata commentata dal vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, con un tweet: «L’inadeguatezza di @AriaLombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare.

È inaccettabile! Grazie agli operatori che si prodigano vaccinando comunque 30mila persone al giorno e grazie ai cittadini lombardi per la pazienza».

Con un secondo post su Twitter, poi, Letizia Moratti ha ribadito l’impegno e l’efficienza delle Asst locali (le vecchie Asl) affermando: «ASST Monza 1.300 vaccinazioni, ASST Cremona 1.100 vaccinazioni, ASST Lariana 984 vaccinazioni. Bravi a recuperare i buchi nelle agende dovuti al disservizio sulle prenotazioni. I cittadini lombardi hanno dimostrato di aver voglia di vaccinarsi per uscire da questo incubo».

Rallentamenti della campagna vaccinale a Cremona

A causa del mancato invio degli sms necessari per comunicare ai cittadini il proprio appuntamento per ricevere il vaccino, nella mattinata di sabato 20 marzo, gli hub di città come Como, Cremona, Monza e Varese hanno dovuto fronteggiare numerosi disagi e inconvenienti.

Presso l’hub di Cremona, ad esempio, non si recato quasi nessun avente diritto al vaccino: delle 600 persone attese, infatti, erano presenti soltanto 80 cittadini, Per risolvere il problema, quindi, il personale medico e infermieristico coadiuvato dai volontari presenti si sono attivati per colmare un buco di oltre 500 prenotazioni.

A questo proposito, l’Asstha deciso di intervenire in modo diretto, contattando telefonicamente i diretti interessati in modo tale da distribuire tutte le dosi di vaccino destinate per la somministrazione in giornata.

L’iniziativa della città di Cremona, tuttavia, pur rivelandosi efficace, ha rapidamente generato un nuovo tipo di difficoltàin quanto un numero troppo elevato di persone si è, poi, accalcato presso l’ingresso del polo vaccinale. Ciò ha reso necessario un nuovo intervento da parte dell’Asst che ha informato tutti di non raggiungere la Fiera in modo spontaneo.

I disagi riscontrati a Como, Monza e Varese

Situazioni analoghe a quelle verificatesi a Cremona hanno caratterizzato anche le città di Como e Monza, dove sono stati registrati buchi di centinaia di soggetti idonei al vaccino – perlopiù classificati come personale scolastico – per il malfunzionamento del sistema Aria.

In questo contesto, all’Asst Lariana erano presenti soltanto 16 persone, a fronte delle 700 dosi di vaccino pronte per l’inoculazione. Di conseguenza, l’ospedale Sant’Anna di Como ha deciso di esaminare gli elenchi degli aventi diritto e procedere con telefonate, riproponendo la strategia applicata a Cremona.

Al San Gerardo di Monza, invece, erano in programma 400 vaccinazioni da somministrare al personale scolastico che, tuttavia, non era presente sul posto. In questo caso, allora, si è scelto di consultare le liste interne di asili, volontari Auser e Protezione Civile inviate dall’Ats Brianza al fine di procedere con la distribuzione del farmaco anti-Covid al personale scolastico che ha scelto di recarsi al San Gerardo spontaneamente.

Le vicende che hanno contraddistinto i poli vaccinali di Cremona, Como e Monza, infine, sono state ampiamente condivise anche dalla città di Varese che ha dovuto fronteggiare le medesime difficoltà.

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