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Ponte Morandi: Autostrade paga 1,5 milioni alle famiglie
Cronaca

Ponte Morandi: Autostrade paga 1,5 milioni alle famiglie

decreto Genova
decreto Genova

714mila euro di contributi economici per le primissime necessità a 74 famiglie genovesi

Genova divisa nel suo cuore. Tante le famiglie costrette ad abbandonare affetti e ricordi di una vita. “Vogliamo recuperare i nostri ricordi, mettete in sicurezza il ponte e fateci sgomberare le nostre cose prima di buttarlo giù”. E’ stata questa la richiesta più ricorrente urlata a gran voce da parte gli oltre 500 partecipanti, nel pomeriggio del 23 agosto, all’assemblea degli sfollati. L’iniziativa ha avuto luogo nel campo da calcio della parrocchia di Certosa, a pochi passi dal blocco di via Fillak che impedisce agli abitanti scampati al crollo del ponte Morandi del 14 agosto di rientrare nelle proprie case.

Presenti all’incontro anche le istituzioni locali. In rappresentanza, gli assessori Fassio e Piocicchi per il Comune, Cavo e Scajola per la Regione. “È solo un primo passo di quella che sarà una lunga maratona”. Così ha commentato Franco Ravera, tra i fondatori del comitato di via Porro. Il centro è nato proprio per denunciare con tanto di documentazione fotografica lo stato di degrado del viadotto.

Questi cittadini hanno recentemente saputo di dover creare una comunità tra i circa 250 nuclei familiari evacuati. Non hanno mai smesso di far sentire la loro voce. Hanno denunciato una situazione la cui gravità in troppi avevano preferito sottovalutare.

I risarcimenti di Autostrade

A distanza di oltre dieci giorni dal tragico crollo del ponte Morandi, Genova continua a chiedere giustizia. In quel mare magnum di burocrazia vecchia e impolverata, il capoluogo ligure è stato devastato nel suo cuore. Divisa tra Ponente e Levante, si cercano colpevoli e responsabilità in mezzo a una cerchia altolocata che tuttavia si dichiara innocente. Un torbido “silenzio degli innocenti”, falso e meschino. Si piangono oltre 40 vittime e ci si preoccupa per le numerosissime famiglie evacuate.

Ponte Morandi

A favore delle famiglie sfollate di Genova, Autostrade per l’Italia ha reso noto di aver finora versato 714mila euro di contributi economici. Questi dovranno essere spesi per le primissime necessità. Saranno devoluti a 74 famiglie costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa del crollo del viadotto Polcevera.

Questa cifra, fa sapere in una nota la società, salirà a circa 1,5 milioni di euro nella mattinata del 27 agosto 2018. Infatti, lunedì andranno in pagamento gli ulteriori 90 nuovi bonifici già predisposti.

Le famiglie gridano aiuto

In totale, sono già 173 le famiglie genovesi che si sono rivolte ai due punti di contatto aperti da Autostrade per l’Italia nel capoluogo ligure, al centro civico Buranello e alla scuola Caffaro, in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria. Si tratta di circa il 70% delle 252 famiglie che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione. Sulle poche richieste non ancora soddisfatte, sono in corso accertamenti in collaborazione con gli uffici del Comune.

I contributi erogati da Autostrade per l’Italia variano da 8mila a 12mila euro. La cifra viene stabilita in base al numero dei componenti di ogni casa. Si aggiungono agli indennizzi che spetteranno alle famiglie che hanno perso la casa e a quelle delle vittime e dei feriti.

I contributi sono erogati in media dopo 24 ore dalla richiesta. Alle famiglie è richiesto soltanto di compilare un modulo semplificato.

L’impegno di Autostrade per l’Italia prosegue raccogliendo le dichiarazioni dei nuclei famigliari nei due punti di contatto, “per soddisfare le primissime necessità dei familiari delle vittime della tragedia di Genova e delle famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni”. Così si legge nella nota.

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Asia Angaroni
Asia Angaroni 1477 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.