Ponte Morandi: morto campione di trial, idolo di Brumotti
Ponte Morandi: morto campione di trial, idolo di Brumotti
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Ponte Morandi: morto campione di trial, idolo di Brumotti

Donaggio, idolo trial di Brumotti
Donaggio, idolo trial di Brumotti

Il pilota, coinvolto nel dramma di Genova, era arrivato sul podio nel Campionato Italiano a Lazzate. Il presentatore lo ha ricordato sui social.

Trentanove vittime e un bilancio che potrebbe ancora non essere definitivo, considerati gli oltre 10 dispersi. La tragedia riguardante il crollo di Ponte Morandi a Genova, avvenuto nella mattinata di martedì 14 agosto, ha lasciato in uno stato di sgomento l’intero Paese, tra chi ha vissuto solamente da lontano il dramma e chi purtroppo ne è stato toccato da vicino. Tra questi ultimi ci sono i famigliari di Giorgio Donaggio, motociclista che figura tra le vittime accertate in seguito al cedimento del viadotto. Il 57enne era una personalità molto nota tra i biker, avendo preso parte a competizioni motociclistiche fin dagli anni 80. Nell’aprile del 2018 aveva conquistato il podio in sella a una moto Beta nella classe TR4 del Campionato Italiano a Lazzate, un comune della Brianza. Lo ha ricordato con un messaggio sentito pubblicato su Instagram anche Vittorio Brumotti, conduttore televisivo e campione di bike trial.

Tragedia Genova, morto un campione di trial

Nei giorni successivi al crollo del Ponte Morandi a Genova, che ha avuto luogo alla vigilia di Ferragosto, tutta l’Italia si è unita al grido di dolore espresso dai parenti delle 39 vittime e dagli abitanti di una città che ha visto la propria estate sconvolta da un dramma impensabile.

Tante le iniziative, le immagini, gli appelli condivisi tramite i social network, per fare arrivare la propria solidarietà ai genovesi e a chi è stato toccato da vicino dal tragico episodio.

Vittorio Brumotti, nota personalità della televisione italiana e ligure di nascita, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un messaggio pieno di commozione rivolto a una delle vittime dell’incidente a cui era legato da una profonda amicizia e ammirazione.

Si tratta di Giorgio Donaggio, pilota motociclistico italiano di 57 anni che aveva partecipato fin dagli anni ’80 alle competizioni di trial, guadagnandosi un’ottima reputazione tra colleghi ed appassionati italiani.

Lo sportivo, originario di Savona, era diretto a Santa Margherita Ligure per lavoro, ma la traversata del viadotto dell’A10 è risultata fatale, con il ponte che è crollato inghiottendo la sua Volvo XC60.

Soltanto pochi mesi fa, ad aprile, Donaggio si era tolto un’importante soddisfazione a livello sportivo, riuscendo ad entrare nel podio della classe TR4 del Campionato Italiano a Lazzate in sella ad una moto Beta.

Secondo quanto riportato da tuttomotoriweb.com, il pilota abitava ad Andora, piccolo comune nel savonese, e Giovanni Bencivenga, vicepresidente del circolo nautico locale, ha così ricordato l’amico: “Giorgio lo vedevo quasi tutti i giorni.

L’ultima volta appena 2 o 3 giorni fa. Era una persona stupenda, con un vocione inconfondibile. Era un maestro d’ascia, in grado di costruire una barca in legno partendo da zero. Forse era l’unico rimasto in zona a fare lavori del genere. Anche per questo era molto apprezzato e rispettato“.

In modo simile, anche Vittorio Brumotti, ligure di nascita, ha voluto esprimere il suo dolore per la scomparsa di Donaggio, figura particolarmente stimata anche in virtù della passione del presentatore televisivo per il bike trial, disciplina in cui è riuscito a entrare nel Guinness dei Primati.

Dopo aver sperato che Donaggio, inizialmente dato tra i dispersi, fosse ritrovato, Brumotti ha infine ricevuto la notizia della sua morte, con un post breve ma significativo: “Nel disastro del ponte di Genova è scomparso il mio grande amico Giorgio Donaggio. È stato il mio mito fin da piccolo e anche grazie a lui che sono diventato 100%. Riposa in pace super Giorgio”.

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Alessandro Bai
Alessandro Bai 189 Articoli
Alessandro Bai, nato nel 1991 a Milano, città che ama ma da cui non può fare a meno di spostarsi (e ritornare, sempre). Una mamma brasiliana, un anno di studi in Inghilterra e la passione per le lingue mi hanno dato l'apertura mentale che cerco di riportare nel giornalismo. Racconto di sport per fare emozionare.