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Post Annozero: Figuraccia di Masi, Berlusconi invita a non pagare il canone e si mette in mezzo pure il garante

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Nuovo boom, in tutti i sensi, per Michele Santoro e il suo Annozero. Record stagionale e 7 milioni e 87 mila spettatori, per uno share del 25,72%. La puntata che – come di consueto – era tutta incentrata sull’affaire Ruby è iniziata con una telefonata di Masi, direttore della Rai. Quest’ultimo ha subito preso le distanze dai contenuti della trasmissione che a suo dire sarebbero stati “fuori legge”. Santoro si è subito infervorato affermando che “se la trasmissione era fuori legge lui si sarebbe fermato e che il direttore Masi avrebbe avuto tutta la facoltà di bloccare il programma”.

Quest’ultimo, bombardato da tesi e antitesi Santoriane, è battuto in ritirata cambiando il tempo verbale in condizionale (“potrebbero violare le leggi”) e in un gioco sottile di messaggi sottointesi (Masi non voleva prendersi la responsabilità di bloccare un programma per non essere accusata di censura e Santoro, in parte, cercava proprio questo) ha prevalso Santoro che ha schiacciato un “timido” Masi nell’esercizio del suo ruolo e nei poteri che da questo scaturiscono.

La puntata è cominciata subito con le dichiarazioni di una ballerina del ventre e del Bunga Bunga, identificato una volta per tutte come pratica sessuale.

Dichiarazioni e intercettazioni ci hanno regalato immagini edificanti come quella delle gemelle De Vivo (ex isola dei Famosi) palpate da Fede, Berlusconi e altri ospiti (questo secondo quanto dichiarato ieri nel programma). Da una parte Rosy Bindi, dall’altra il direttore di Libero, Belpietro, al centro Mentana e via in un susseguirsi di ipotesi e opinioni. Chiusura con Travaglio e il suo monologo in cui tutto apparirebbe come falso (persino la riserva di Coca Light, unica bibita che secondo “la difesa” campeggiava nelle tavole di Arcore) e le vignette di Vauro (in veste penitenziale).

Reazioni del giorno dopo: «Santoro mistifica ancora una volta. Sono io che ho evitato consapevolmente lo scontro e non lui che si è limitato a rispondere maleducatamente ad argomentazioni tecniche puntuali e pacate con l’arroganza di chi da 30 anni crede di usare il video come una clava» ha dichiarato Masi. Berlusconi, indignato, da parte sua invita addirittura a non pagare il canone.

Nel frattempo le puntate di ieri e della settimana precedente si trovano ora sul tavolo dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni con l’accusa di i violazione dei principi e della normativa in materia di “obiettività, completezza, lealtà, imparzialità dell’informazione, nonché di presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale da favorire la libera formazione delle opinioni”.


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