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Pregliasco (Cts) sulla variante Delta plus: “Un po’ buca i vaccini”

Pregliasco ha parlato della variante Delta plus e dell'efficacia dei vaccini su di essa: "Un po' buca, ma non c'è grossa perdita di protezione"

delta plus variante

La variante Delta plus buca leggermente i vaccini, ma secondo il virologo Fabrizio Pregliasco non c’è troppo da preoccuparsi. Il vero rischio rimane per i non vaccinati.

Variante Delta plus, l’opinione di Pregliasco e dalla comunità scientifica

La cosiddetta variante Delta plus, la AY.4.2 del coronavirus Sars-CoV-2, «un pochino buca i vaccini» anti-Covid, «ma non troppo».

Ad affermarlo è il virologo e docente presso l’università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco. Non è l’unico: anche altri membri della comunità scientifica hanno gli occhi puntati su questa variante e tutti sono dell’opinione che sia necessario continuare a monitorarla e studiarne l’evoluzione, senza creare allarmismi inutili.

Variante Delta plus, Pregliasco: “Non c’è una grossa perdita di protezione”

Il membro del Cts ha voluto rassicurare, dicendo che l’efficacia dei vaccini contro questa variante è comunque alta, proprio come lo è stato per la Delta classica:

«Non c’è questa grossa perdita di protezione. Si è visto un abbassamento di efficacia anche con la variante Delta e ad oggi non c’è una grossissima differenza. I vaccini proteggono e lo dimostra anche l’Inghilterra dove c’è una grossa parte dei contagi causati dalla Delta plus. Mentre da noi questa variante c’è, ma non si sta facendo vedere più di tanto».

Pregliasco sulla variante Delta Plus: il caso dei tamponi falsi

Un articolo del “Furure Virology” ha lanciato l’allarme: quasi un caso su due per i test Covid-19 darebbero falsi negativi. Anche in questo caso, Pregliasco ha voluto fare chiarezza informativa:

«I tamponi hanno una quota di falsi negativi del 30% e questo si sapeva. Ci pigliano, ma con una certa limitazione. Il 50% però mi sembra un po’ pessimistica come stima. Diciamo che il tampone funziona bene nel sintomatico e nel dubbio diagnostico, mentre funziona meno bene nel rilevare il virus negli asintomatici. Adesso noi stiamo facendo tamponi à gogo nella situazione meno favorevole per il tampone antigenico che va bene quando c’è la sintomatologia e quindi questo può elevare la quota dei falsi negativi».

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