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Pregliasco: “Decessi in salita per altre 2 settimane. Omicron dominante? Buona notizia”

Pregliasco ha evidenziato che nelle prossime settimane si assisterà ad una salita dei decessi: i dati fanno però presagire un rallentamento dei contagi Covid.

Covid Lombardia Pregliasco

Il virologo dell’Università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco ha previsto altre due settimane di decessi in salita: il rallentamento della velocità di incremento dei contagi lascia però sperare che a breve l’Italia possa raggiungere il plateau da cui poi inizierà la discesa.

Pregliasco sui decessi delle prossime settimane

Intervistato da Open.online, l’esperto ha spiegato che il trend è senza dubbio ancora in crescita così come l’indice Rt ma con una velocità minore, soprattutto in alcune regioni come la Lombardia. Questo fa sperare in un possibile raggiungimento di un plateau, dal quale poi si potrà cominciare l’inversione della curva, che confermerebbe anche per l’Italia l’andamento verificatosi nei paesi che hanno subìto già l’ondata Omicron come Sudafrica e Regno Unito.

I decessi, come in tutte le ondate, saranno gli ultimi a diminuire per via dello scarto temporale di una quindicina di giorni rispetto al bollettino diffuso. Di qui la sua previsione: “Prepariamoci a registrare almeno per un altro paio di settimane una triste crescita della curva delle vittime“.

Quanto alla diffusione della variante Omicron, presente in Italia nell’81% dei casi a fronte del 19% di contagi da variante Delta, Pregliasco ha parlato di un fatto positivo per la sintomatologia meno acuta che riesce a provocare, soprattutto per i vaccinati, e il minor rischio di ricoveri e decessi da parte di chi la contrae.

La speranza è che Omicron prenda in modo definitivo il sopravvento per poterci avvicinare sempre di più a una situazione di nuova normalità”, ha aggiunto.

Pregliasco sui decessi e sul bollettino dei contagi

Quanto infine al bollettino dei contagi e all’ipotesi di togliere dall’elenco dei ricoveri coloro che, pur positivi al virus, sono in ospedale per altri motivi, il virologo ha affermato che avere più dati permetterebbe di scorporarli e interpretarli meglio ma “nasconderli o eliminarli dal monitoraggio credo non sia affatto una buona mossa“.

Secondo lui bisognerebbe mantenere i dati che abbiamo, allargandoli con ulteriori elementi e suddivisioni per avere un quadro più rappresentativo della realtà ma senza eliminare “una fonte di monitoraggio così importante“.

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