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Prendere o lasciare, il bel game di Italia Uno con il filtro d’ordinanza

Prendere o lasciare, il nuovo quiz di Italia Uno in onda dalla fine della scorsa settimana è l’ennesima dimostrazione che tutto ciò che viene proposto a quell’ora su quel canale dev’essere solo un piccolo furto in termini di share ad una rete avversaria qualsiasi, tipo Raiuno. Non che il format non abbia il suo interesse, infatti questo gioco è basato sulla valutazione del prezzi e sulla nostra bassa capacità di saper dare valore agli oggetti, specie quelli che non possediamo ma vorremmo avere, ma è la strutturazione complessiva che non funziona, anzi, delude. Il sistema di gioco che ricorda Ok, il prezzo è giusto, con un conduttore di grande bravura come Enrico Papi, sono stati presi e raccolti nella loro potenzialità e sviliti vergognosamente.

Il frizzante conduttore è solo leggermente gasato e la sigla, lo studio, tutto suggerisce la volontà di restare sottotono. Nulla di nuovo, vero? Azzardo docet. Ma non finisce qui, direbbe il buon Corrado.
Questo tipo di gioco senza soldi (come il gioco finale di Tira e Molla per certi versi) ha un suo forte potenziale attrattivo solo se si aumenta l’aspetto tensivo con una scenografia meno giocosa che sottolinei l’importanza dei premi e il valore della stima data. Pensate un Papi spigliato e provocatorio come sempre dovrebbe essere. Non credete che solo questi piccoli accorgimenti potessero da soli risultare decisamente più interessanti del solito riecchieggiante teatrino super simpatico e pieno di colori alla Affari Tuoi? Non è proprio possibile creare un prodotto liberamente competitivo? I mezzi ci sono, non si capisce perchè non si usino.

Anzi, forse lo sappiamo benissimo.

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