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Presidenza Rai, nomina di Foa bocciata dalla Vigilanza

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Dei 40 presenti alla votazione, 22 hanno espresso parere favorevole e uno si è astenuto. Pd: "Bloccato il colpo di mano di Salvini e Di Maio".

La commissione di Vigilanza ha bocciato la nomina di Marcello Foa come nuovo presidente della Rai: 40 votanti e 22 giudizi favorevoli, a cui si aggiunge una scheda bianca. Ma per ottenere la carica sono necessari 27 voti, corrispondenti ai due terzi della commissione. I rappresentanti del Partito democratico, di Forza Italia e di Liberi e Uguali erano presenti al voto ma hanno scelto di non partecipare, a eccezione di Alberto Barachini (Fi) in quanto presidente di commissione. È sua la scheda bianca, secondo quanto dichiarato da Federico Fornaro, capogruppo LeU in commissione.

Assente un parlamentare pentastellato. Ora Foa, escluso dalla presidenza Rai, potrà comunque ricevere l’incarico di presidente provvisorio del CdA in quando consigliere anziano.

Le reazioni dei politici

Maurizio Gasparri, ex ministro delle Comunicazioni ed esponente di Forza Italia, ha chiesto che il metodo di nomina del presidente Rai venga sottoposto a una serie di modifiche. In ogni caso, aggiunge, Foa non può ricevere l’incarico in quanto bocciato dalla Vigilanza. Dure le critiche di Forza Italia, in particolar modo alla Lega, per non aver consultato l’alleato all’opposizione sulla nomina.

Critiche al metodo anche da parte di Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato. Marcucci esulta su Twitter perché il “colpo di mano di Salvini e Di Maio” è fallito: i viceministri volevano imporre “un amico di Putin alla guida della Rai” ma non ci sono riusciti. Ora è necessario un presidente di garanzia.

Gianluigi Paragone, capogruppo del M5S nella commissione di Vigilanza, ha definito la bocciatura di Foa la prova dell’esistenza di patto del Nazareno tra Pd e Fi per il mondo della televisione. “Mi auguro che Foa non si dimetta”, ha aggiunto.

Le promesse di Foa

Poche ore prima del voto della Vigilanza, Marcello Foa ha ringraziato il CdA per la fiducia e ha esposto il proprio programma su Facebook. Il candidato si è impegnato a “garantire l’autonomia dei giornalisti per un’informazione di servizio pubblico che sia autorevole, indipendente e autenticamente pluralista”.

La Rai è una “risorsa per il Paese”, continua il giornalista, e deve essere difesa dalle “logiche della partitocrazia”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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