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Pressing dell'UE sull'Irlanda. Che apre agli aiuti

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L'Irlanda cerca di rassicurare l'Unione Europea, ma la Merkel spinge affinchè l'isola accetti di accedere al fondo di aiuti già a disposizione.

L’Irlanda cerca di rassicurare l’Unione Europea, ma la Merkel spinge affinchè l’isola accetti di accedere al fondo di aiuti già a disposizione. I mercati dimostrano che sono in molti a scommettere contro l’Irlanda, e si alimenta la speculazione sui titoli del paese, mentre il governo minimizza e prova a tranquilizzare finanza e politica.

Questa mattina è per la prima volta emerso dal ministero dell’Economia del paese che un eventuale piano di aiuti sarebbe necessario solo qualora si debbano salvare delle banche; non certo quello a cui sta lavorando Bruxelles – si parla di un piano di salvataggio superiore ai 50 miliardi – ma comunque un’apertura significativa in vista dei decisivi vertici dei ministri economici dell’UE previsti per i prossimi due giorni.

L’Irlanda dovrà probabilmente modificare il proprio sistema fiscale, oggi troppo indulgente con le aziende, e varare misure drastiche per ridurre un debito in crescita vertiginosa: era al 25% del PIL nel 2007, e si prevede che supererà l’80% a fine anno, crescendo del 32% rispetto al PIL nel solo ultimo anno. Dovrà inoltre ridurre il rapporto deficit PIL, al 14.4%, nell’UE secondo solo a quello della Grecia.

Ma il rischio default (fallimento), date le ridotte dimensioni economiche dell’Irlanda e considerando la sua importanza strategica per la stabilità dell’euro, sembra decisamente una preoccupazione eccessiva.

Daniele De Chiara

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