Prete contro pedofilia: "Piuttosto sesso con un animale"
Prete contro pedofilia: “Piuttosto sesso con un animale”
Cronaca

Prete contro pedofilia: “Piuttosto sesso con un animale”

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Il parroco, come ha spiegato in un successivo post Facebook, intendeva usare un paradosso per enfatizzare la sua condanna verso la pedofilia.

Una ferma condanna degli atti di pedofilia all’interno della Chiesa, ma diventa oggetto di polemica a causa di una frase paradossale: è quanto accaduto a Don Marco Scandelli, parroco di Borgo Maggiore.

Il paradosso che scatena la polemica

Il parroco di Borgo Maggiore, Don Marco Scandelli, ha condannato con fermezza il reato di pedofilia, tramite i social network. “Capisco tutto. Scuso tutto. Guardo con Misericordia tutto. Ma non questo. Ma con un minore”, scrive il sacerdote che, nelle parole successive, aggiunge appositamente un’alternativa inverosimile. La frase usata però, nonostante Don Marco Scandelli abbia esplicitamente dichiarato trattarsi di un paradosso, ha scatenato le polemiche, portando l’autore a scrivere un secondo post di spiegazione. “Se un prete sente delle ‘necessità fisiche’- scrive il parroco nel primo post- piuttosto (scusate il paradosso) si trovi una donna (o un uomo) consenziente e maggiorenne. Al limite anche un animale. Sono pur sempre peccati, ma non scandalizzano e traumatizzano, non deviano gli innocenti”. Don Marco Scandelli aggiunge, con tono accorato: “Ma vi prego: basta con la pedofilia.

Adesso avete veramente rotto”. Ciò che ha urtato una parte degli utenti del web è stato il citare i rapporti sessuali con gli animali.

post scandelli 1

Il post di chiarimento

Il parroco ha perciò aggiunto un secondo post, in cui sostiene che le sue parole siano state strumentalizzate. Il sacerdote scrive: “Che meraviglia! Un mio post, nel quale condannavo fermamente la pedofilia e mi indignavo contro i sacerdoti che compiono queste azioni schifose, è stato invece volutamente strumentalizzato“. Don Marco Scandelli, che aggiunge gli hashtag #noallapedofilia, #noallefakenews, #noallaviolenzasuglianimali, si domanda “Questa è informazione? Questo è amore della verità?”. Il parroco appare indignato anche perché “un prete che dice quello che pensa contro un’aberrazione, viene messo sotto accusa”. “Mi si fanno dire cose che non ho minimamente pensato- precisa Scandelli- distorcendo un paradosso (peraltro segnalato nel mio post) con il quale volevo far capire il mio disgusto assoluto per la pedofilia, oltreché per altre aberrazioni”. Il parroco infine auspica che il giudizio fortemente negativo dato al suo post non riguardi piuttosto la Chiesa nel suo insieme: “Mi auguro solo che il motivo che spinge questa gente a fare ciò che sta facendo nei miei confronti non sia quello di denigrare la mia persona o ancora più la Chiesa (…). O, peggio ancora, cercare di isolare un sacerdote che ha preso una posizione forte contro la pedofilia. A chi combatte certe cose- conclude il prete- dovrebbe almeno tributarsi un po’ di rispetto. E silenzio”.

post scandelli 2

La lettera dell’associazione animalista

Il sito web di Agenpress riferisce che Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha inviato una lettera al vescovo di Montefeltro- San Marino, Andrea Turazzi. Nella missiva Croce biasima le parole scritte da Don Marco Scandelli, ritenendo opportuno “che questo sacerdote debba togliere lo scandalo formalizzando pubbliche scuse per gli orrori che ha propinato, in quanto se la pedofilia è e rimane un abominio, il fare sesso con un cane o un altro animale è un uguale abominio nei confronti della natura e di altre creature di Dio”.

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