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Prezzi dell’uranio alle stelle per la prima volta in 10 anni: aumenta il timore della guerra sul nucleare

Il valore dell’uranio Ux U308 è alle stelle: si tratta del prezzo più alto da marzo 2011, quando si verificò il disastro di Fukushima.

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Il conflitto al confine orientale del Vecchio Continente è una vera catastrofe umanitaria. Tra le conseguenze della guerra in Ucraina, oltre alle numerose devastazioni, ai profughi in aumento e alle troppe vittime, c’è l’incremento del prezzo dell’uranio, che ha raggiunto cifre record dopo molti anni.

La Russia valuta il divieto delle esportazioni di uranio arricchito

L’agenzia di stampa russa Tass ha riportato le parole del vice primo ministro Novak, il quale ha affermato che la Russia sta valutando la possibilità di vietare le esportazioni di uranio.

La scelta, se confermata, apporterebbe inevitabili conseguenze in tutto il mondo. In primis negli Usa, che dipendono molto dalla Russia per le esigenze di centrali nucleari. La Russia è infatti la terza fonte di uranio statunitense, rappresentando circa il 16% delle importazioni totali degli Stati Uniti.

Nuovo record dei prezzi dell’uranio

Dagli Usa, del resto, è già stato lanciato l’allarme di una possibile minaccia nucleare da parte del presidente russo Vladimir Putin. Immediata la reazione di Mosca, che nega e parla di “insinuazioni sbagliate”. Tuttavia, aumentano i timori che la guerra in Ucraina possa diventare nucleare.

Ad aumentare le paure già diffuse tra molti è il vertiginoso aumento dei prezzi dell’uranio. Cifre così alte non si registravano da marzo 2011, quando avvenne il disastro di Fukushima.

Il valore dell’uranio Ux U308 è balzato a $ 59,75 per libbra. Lo rende noto la società di consulenza sui combustibili nucleari UxC. Se all’epoca dell’incidente di Fukushima la domanda di uranio fu ridotta drasticamente per motivi di sicurezza, oggi la richiesta della materia prima usata per generare energia nucleare è tornata alla ribalta. Si tratta di un effetto della guerra tra Russia e Ucraina, legato in particolare alle sanzioni imposte alla Federazione russa e che hanno coinvolto anche l’azienda statale Rosatom Corp (fondata da Putin).

La società russa e le sue filiali rappresentano almeno il 35% dell’arricchimento mondiale dell’uranio.

Anche gli eventi in Kazakistan all’inizio di gennaio 2022 avevano apportato un incremento dei prezzi mondiali dell’uranio. Tuttavia, è stata l’invasione russa in Ucraina ad apportare un significativo rialzo dei prezzi dell’uranio, aumentati fino al 40%, raggiungendo livelli che il mercato non vedeva da oltre un decennio.

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