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Pripyat, la città fantasma devastata dalle radiazioni

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Uno dei disastri più gravi della storia ha segnato il destino di una città che, una volta, era amata e desiderata da molti.

Pripyat

Pripyat è una città diventata tristemente famosa a causa di un evento catastrofico che segnò la storia del Pianeta. Si tratta del disastro della centrale nucleare di Chernobyl dalla quale Pripyat dista solo 3km. Questa è l’amara storia di un centro abitato che è stato forzatamente abbandonato da parte dei suoi cittadini che tanto l’amavano.

Molti la ricordano infatti come una città fiorente nella quale si viveva in pace e serenità.

La nascita di Pripyat

Pripyat prende vita nel 1970 con lo scopo di ospitare operai e costruttori, con le relative famiglie, che avrebbero lavorato alla centrale nucleare di Chernobyl. Il nome esotico di questa città è preso dal vicino fiume Prypjac che attraversa l’Europa Orientale per ben 710 km. Durante i primi anni questo centro ebbe una fiorente crescita.

Viene infatti conosciuto come un luogo dove la qualità della vita era piuttosto elevata rispetto a quella che il resto dell’Unione Sovietica era abituata ad affrontare. Moderna e funzionale aveva molti servizi come ospedali, centri commerciali, alberghi, caffè, cinema, teatro e alcuni centri sportivi. Tra i centri sportivi vi era anche una piscina coperta che venne utilizzata fino agli anni ’90. A frequentarla era il personale della centrale nucleare, che seguitò a lavorare grazie ai tre reattori rimanenti.

Il tutto fino al 15 dicembre del 2000.

pripyat

Il disastro

Mentre la gente viveva serena ed indisturbata accade qualcosa di veramente terribile. Alle ore 1:23 del 26 aprile 1986 il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl esplose.

La causa dell’incidente è da ricercarsi nelle gravi mancanze del personale. Sia i tecnici che i dirigenti infatti sottovalutarono problemi relativi alla struttura, alla progettazione stessa dell’impianto e alla gestione sia economica che amministrativa. La goccia che fece traboccare il vaso fu la violazione delle norme, e del buon senso, durante un test di sicurezza.

pripyat

In quel momento una grande nuvola composta di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e si depositò inevitabilmente su tutte le aree circostanti. La contaminazione fu immediata e l’evacuazione era l’unica opzione. A dover spostarsi furono oltre 336.000 persone. Le nubi radioattive però non si fermarono e raggiunsero anche l’Europa orientale, la Finlandia, la Scandinavia, l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e i Balcani. Arrivando inoltre anche in alcuni punti della costa orientale del Nord America.

L’abbandono

Pripyat fu la prima città ad essere travolta dalla nube e la prima a dover essere evacuata. Circa 47.000 persone dovettero abbandonare le proprie case per mettersi in salvo. Morirono 65 persone e negli anni successivi oltre 4.000 persone si ammalarono di tumore. Oggi la città di Pripyat è completamente abbandonata anche se 400 persone, per non abbandonare le loro case, hanno deciso di rimanere nelle campagne circostanti. Forse il dettaglio più interessante e allo stesso tempo più inquietante è il fatto che Pripyat, ancora oggi, è come gli abitanti l’hanno lasciata. A nessuno è permesso entrare tranne che per motivi particolari o per visite guidate (molto costose). Solo in rare occasioni agli abitanti di una volta è permesso tornare per vedere la loro vecchia città.

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