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Processo Ruby Ter, la difesa di Karima El Mahroug: "Mai avuto rapporti con Silvio Berlusconi"

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Processo Ruby Ter, Karima El Mahroug si è presentata a sorpresa in aula.

Prosegue il processo milanese Ruby Ter.

Karima El Mahroug si è presentata a sorpresa in aula. La giovane è tra i ventotto imputati che devono rispondere alle accuse di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Karima, al suo tempo, balzò agli onori della cronaca per aver squarciato il velo sulle cosiddette “cene eleganti” organizzate da Silvio Berlusconi presso le sue residenze, Arcore in primis. La difesa di Karima El Mahroug ha dichiarato che la sua assistita non ebbe mai rapporti con l’ex premier e che adesso sia una donna del tutto diversa rispetto al passato.

I legali della giovane hanno inoltre ricordato come nel processo Ruby 1 Karima non sia mai stata sentita. 

Processo Ruby Ter:  chiesta una condanna a 5 anni

La Procura ha chiesto cinque anni di reclusione per Karima. Come informa Leggo, la ragazza non ha rilasciato alcuna dichiarazione al momento della sua entrata in Aula. Queste le prime dichiarazioni da parte della difesa: “Sono passati 12 anni da quando sui giornali compariva il nome di Ruby, ma oggi è una donna che tra un mese compirà 30 anni, una donna profondamente diversa da quella ragazzina che scappava da sedici comunità, che viveva da sola”.

Gli avvocati hanno aggiunto: “Se c’è una cosa che non cambia mai nelle dichiarazioni di Karima è ‘non aver avuto, non aver compiuto atti sessuali con Berlusconi’ “. 

Il processo Ruby 1

Karima El Mahroug è difesa dagli avvocati Jacopo Pensa e Paola Boccardi. Quest’ultima ha spiegato nella sua arringa difensiva come nel Processo Ruby 1 “Karima non è stata mai sentita, quindi non ha mai svolto un ruolo di pubblico ufficiale”. A detta del legale, la sua assistita doveva essere indagata fin da subito “se l’accusa riteneva che avesse mentito sulla prostituzione minorile e non le credeva”.

Le “cene eleganti” viste da Karima

La difesa ha specificato come Karima descrisse le cene organizzate da Silvio Berlusconi, a cui prese parte, come serate non di certo puritane, durante cui tuttavia non avrebbe visto, né tantomeno subito, atti sessuali. Riguardo ai cinque milioni di euro (o 4,5 come sostenuto in un appunto sequestrato) che Berlusconi le avrebbe dato “lei avrebbe ricevuto quei soldi quando non era nemmeno pubblico ufficiale” ovvero testimone.

Di conseguenza la corruzione in atti giudiziari, a detta dei legali della ragazza, non sussiste.