Procuratori di New York fanno causa a Weinstein
Procuratori di New York fanno causa a Weinstein
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Procuratori di New York fanno causa a Weinstein

Weinstein

Nella motivazione si legge che la società non ha tutelato i dipendenti. Con questo procedimento, le possibilità di una bancarotta sono alte.

Continuano ad essere tempi molto difficili per Weinstein. Questa volta però, Harvey Weinstein non è stato attaccato da nessun politico, e non è stato minacciato da nessun uomo che si vergognava di lui per quello che ha fatto in passato. Ad accanirsi questa volta contro di lui, ci sono i procuratori di New York. Un attacco forte e massiccio, all’azienda sua e di suo fratello, con l’accusa di non aver protetto in questi anni i dipendenti dalle violenze sessuali e dalle intimidazioni del produttore cinematografico.

Weinstein e l’attacco dei procuratori di New York

Secondo quanto viene riportato dai media americani, la decisione dei procuratori di New York è giunta dopo quattro mesi dall’inizio dello scandalo a sfondo sessuale che ha investito il noto produttore di Hollywood. Durante questi mesi Weinstein è stato accusato da tantissime donne di molestie, aggressioni e stupri.

Accuse pesanti, che hanno fatto vacillare un uomo del cinema così potente e che ha messo in difficoltà il settore stesso che, nonostante lo sdegno mostrato in più di un’occasione, non sapeva come giustificare o come respingere le accuse che Weinstein ha subito durante gli ultimi quattro mesi.

Secondo quanto viene riferito dai media statunitensi, i procuratori di New York sono riusciti a formulare un’accusa bene precisa dopo quattro mesi intensi di indagini.

Ciò che si incolpa all’azienda del noto produttore di Hollywood, sono le violazioni dei diritti umani, diritti individuali e diritto del lavoro in quanto, secondo il pubblico ministero americano, “la Weinstein Company ha ripetutamente violato la legge di New York non proteggendo i suoi dipendenti da molestie sessuali invasive, intimidazioni e discriminazioni”.

La decisione da parte dei procuratori di New York è stata resa nota domenica sera ed ha un obiettivo chiaro e preciso: bloccare la vendita della società, che sarebbe dovuta essere finalizzata oggi, fino a quando non saranno chiarite le varie dinamiche e concordati i risarcimenti per tutte le vittime di molestie.

Una decisione del genere, per quanto sia giusta nei confronti di quelle donne che hanno subito violenze sessuali ed intimidazioni da parte del noto produttore di Hollywood, potrebbe creare non pochi problemi alla società di Weinstein che, senza nuovi proprietari e nuovi capitali, rischia di andare verso la bancarotta.

Per evitare che la società chiuda quanto prima, serve trovare un accordo economico con le presunte vittime. Il problema però è che, sebbene diverse delle presunte vittime abbiano già citato in giudizio Weinstein e la società, il noto produttore di Hollywood per il momento non è stato formalmente incriminato. Di conseguenza, ci vorrà ancora del tempo prima che vengano stabilite le cifre per i risarcimenti alle presunte vittime.

Intanto il sindacato degli attori (SAG) e la federazione degli artisti di tv e radio (AFTRA) statunitensi hanno deciso di elaborare e promuovere un “Codice di comportamento per gli abusi sessuali”. In questo modo, si spiega agli iscritti come comportarsi in caso di violenza sessuale.

Secondo quanto viene riportato dai media americani, il codice ideato dalla SAG e dall’AFTRRA, definisce cos’è una molestia sessuale, cosa rende un ambiente di lavoro ostile e quali sono le condotte proibite. Allo stesso tempo, indica gli obblighi dei datori di lavoro, tra cui quello di fornire meccanismi attraverso i quali, i lavoratori vittime di molestie, possono presentare un report e fare denuncia.

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