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Prodi sulla guerra in Ucraina: “Gli effetti delle sanzioni colpiranno Italia ed Ue”

Condanna senza appello dell'aggressione ma analisi impietosa: Romano Prodi sulla guerra in Ucraina paventa il rischio di ritorsioni e ripresa rallentata

Romano Prodi

Intervistato dal Corriere della Sera Romano Prodi sulla guerra in Ucraina ha una visione sistemica che non mette il nostro paese in una posizione comoda: “Gli effetti delle sanzioni colpiranno Italia ed Ue”. L’ex premier e presidente della Commissione Europea disegna il quadro fosco delle “contromisure” di Mosca contro l’Occidente.

Questo anche perché con Vladimir Putin Prodi vanta una collaudata esperienza di interazione diretta. 

Il quadro di Romano Prodi sulla guerra in Ucraina

La condanna che Prodi fa dell’aggressione di Putin a Kiev è senza appello, ma ci sono aspetti affatto marginali su cui l’ex presidente del Consiglio si è soffermato. E si tratta di aspetti economici e delle conseguenze della guerra e delle sanzioni che Europa e Usa sono in procinto di varare.

Italia e Germania ad esempio sono i Paesi d’Europa occidentale che più dipendono dalle forniture russe di gas. E alla domanda su quali possibili scenari andranno ad aprirsi a seguito delle “contromisure” di Mosca dopo le sanzioni occidentali Prodi ha disegnato il suo quadro, che è quadro potenzialmente fosco

Il rischio che la ripresa rallenti o si fermi del tutto

Ha detto Prodi: “Ce n’è uno di carattere generale: se la situazione va avanti così ancora per qualche giorno la ripresa si ferma o almeno rallenta seriamente”.

E ancora: “Questa guerra peserà sulla ripresa mondiale. È anche possibile un’accelerazione dell’inflazione e una più immediata reazione delle banche centrali, che già stavano programmando una stretta graduale”. Poi, in chiosa specifica: “Qui c’è una questione molto specifica, perché sia le sanzioni in generale che quelle eventuali sul settore dell’energia colpirebbero particolarmente il nostro Paese. In Europa, per essere esatti, colpirebbero soprattutto l’Italia e la Germania perché sono le economie che esportano più beni strumentali alla Russia”. 

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