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Profughi in arrivo
Cronaca

Profughi in arrivo


Ieri mattina a Bologna è stata convocata la riunione dal governatore Vasco Errani con i rappresentanti dei Comuni con più di 50mila abitanti, per valutare con attenzione gestione e rischi nell’ospitare i profughi sbarcati a Lampedusa dettando le condizioni necessarie per dare il via al piano d’emergenza.

Ieri il ministro degli Interni Maroni è stato chiaro: «I tunisini arrivati a Lampedusa saranno tutti rimpatriati». Lo ha ribadito il ministro nel corso del question time alla Camera, sottolineando che in ogni caso «se non si fermano gli sbarchi non si può far fronte a questa emergenza umanitaria. Ora parte il piano di evacuazione che porterà entro poche decine di ore all’evacuazione totale da Lampedusa dei cittadini extracomunitari». In ogni caso, i tunisini arrivati a Lampedusa, in quanto clandestini, «saranno accolti nei centri che ci sono già e in quelli ulteriori che abbiamo dovuto predisporre e, poi, saranno tutti rimpatriati in Tunisia.

Questo è l’accordo che abbiamo fatto con le autorità tunisine – ha spiegato Maroni – che si sono impegnate, aiutate da noi, a fermare gli sbarchi. In Tunisia non c’è la guerra e dunque è solo questione di volontà. Credo – ha concluso il ministro – che le autorità abbiano ben compreso la necessità di intervenire e penso che, se l’accordo verrà attuato, nel giro di poco tempo si concluderà l’emergenza con il rimpatrio dei clandestini ma soprattutto con la prevenzione dei flussi così ingenti che sono arrivati dalla Tunisia».

Le dichiarazioni del ministro Maroni, ieri sono arrivate anche sul tavolo dei sindaci emiliani, tanto che anche gli stessi primi cittadini saranno chiamati ad organizzare un piano di emergenza solo per i profughi. E in questo senso, nelle prossime ore anche anche l’Ausl e le associazioni di volontariato per poter garantire la massima efficienza all’arrivo degli stranieri.

Senza un finanziamento certo e stabilito, nessun governatore si muoverà. Demetrio Egidi, il capo della Protezione civile regionale, fa sapere che l’Emilia-Romagna ha già affrontato l’emergenza dell’inquinamento del Po dal Lambro anticipando 800 mila euro per approntare le barriere anti-gasolio che hanno permesso di recuperare la maggior parte del carburante ed evitare un disastro ecologico anche in Adriatico. Ma il ruolo di supplente dello Stato non è più gradito dagli emiliano-romagnoli. “Siamo di fronte a un’emergenza umana – ha spiegato ieri Errani – tutto il Paese responsabilmente deve fare la sua parte. Questo è quello che abbiamo concordato con il ministero dell’Interno: un impegno di tutte le regioni escluso l’Abruzzo afflitto dal terremoto”.

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