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Pronto il piano Grexit, l’ala estremista del parlamento greco attacca
Esteri

Pronto il piano Grexit, l’ala estremista del parlamento greco attacca

La situazione politica in Grecia è tutt’altro che vicina a stabilizzarsi.
C’è anzi il rischio che le divisioni interne alla maggioranza di governo si inaspriscano e possano portare a elezioni anticipate già il prossimo autunno, forse addirittura a settembre.
Il leader Alexis Tsipras non gode più dell’appoggio del suo partito, Syriza, tant’è che, per ottenere l’approvazione dei pacchetti di riforme concordati all’ultimo Eurosummit a Bruxelles, ha dovuto appoggiarsi ai voti dell’opposizione, avendo comunque avuto cura di stralciare le tematiche più scottanti, come l’eliminazione delle baby pensioni e degli incentivi agli agricoltori.
Ora, però, i creditori sembrano intenzionati a chiedere l’approvazione ufficiale di Atene anche su questi argomenti (come del resto già stabilito a Bruxelles), prima di sbloccare gli 80 miliardi del piano di salvataggio. Probabile poi che di questi ‘attriti’ risenta anche la effettiva riapertura della borsa greca, attesa, per così dire, a giorni, dopo l’approvazione da parte della Bce, cui non ha però mai fatto seguito una qualunque forma di ufficializzazione.

La situazione rischia di precipitare, tanto più che l’ala più estremista di Syriza si sta facendo avanti, guidata da Panaglotis Lafazanis, il quale si è detto intenzionato a riaprire “il dibattito sul ritorno a una nostra valuta nazionale, un tabù per il nostro partito”.
Lafazanis è già andato oltre i proclami, specificando il piano da seguire per abbandonare l’euro e, quindi, il sistema a moneta unica: “dobbiamo nazionalizzare le banche, varare una riforma fiscale per redistribuire più equamente la ricchezza, cancellare buona parte del nostro debito, restaurare la democrazia in Grecia e garantire la trasparenza dell’informazione”.
Inevitabile il contraccolpo, in primo luogo sull’economia greca: “nella prima fase è ovvio che ci sarebbero delle difficoltà per il paese, ma grazie alle politiche progressiste l’economia tornerebbe rapidamente a tirare”.
Una sfida in piena regola a Tsipras e alle sue scelte, nel momento in cui la popolazione greca sta iniziando a vivere nella pratica i sacrifici richiesti dai patti europei e nel momento di maggiore debolezza del governo.

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