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Pronto soccorso nel caos
Genova

Pronto soccorso nel caos

nullMalati che aspettano sette ore per una visita, ambulanze dirottate da un ospedale all’altro, barelle esaurite e ricoveri bloccati per alcuni giorni. Insomma siamo di nuovo al disastro del pianeta emergenza, proprio un mese dopo le promesse ai quattro venti di Asl 3 e Regione per salvare il Villa Scassi.

L’ambulatorio dei codici bianchi alla Fiumara non è stato aperto e non aprirà almeno per i prossimi due mesi, eppure, per evitare la paralisi dell’ospedale di Sampierdarena, sembrava una grande trovata. Ma gli impegni sono finiti nel burrone sempre più profondo delle promesse non mantenute. Il 12 maggio scorso, dopo una decina di giorni di caos quotidiana, di pazienti in coda, di reparti al completo e di ricoveri gestiti dai medici con metodi poco trasparenti, il direttore generale della Asl 3 Renata Canini e l’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo avevano sbandierato la soluzione a tutti i problemi: «Ambulatori dei codici bianchi alla Fiumara.

Sarà il primo servizio alternativo al pronto soccorso».

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