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Protesta a San Gregorio Armeno, le botteghe del presepe chiudono “per cedesi attività”

I bottegai di San Gregorio Armeno hanno dato il via ad una protesta contro il mancato sostegno e ascolto da parte delle istituzioni.

Protesta via san gregorio armeno

Gli artigiani delle botteghe di San Gregorio Armeno, chiuse da diverso tempo come le altre attività commerciali, si sono uniti in una protesta contro la mancanza di aiuti dalle istituzioni. Lungo la via dei presepi di Napoli sono stati esposti numerosi cartelli recanti la scritta “Cedesi San Gregorio Armeno“.

Protesta a San Gregorio Armeno

Si tratta di un gesto volto a denunciare una situazione che i bottegai ritengono ormai insostenibile e gravissima che, se continuerà, decreterà la chiusura definitiva di molte botteghe e la cessione degli spazi ad altri tipi di attività. In questo modo si vedrebbe rotta la tradizionale unicità della strada, conosciuta in tutto il mondo come la famosa via dei presepi.

Il 30 marzo, hanno spiegato dall’associazione dei presepai, gli artigiani si erano rivolti alle istituzioni, dalla Regione al Parlamento.

Una richiesta a cui non hanno ricevuto alcuna risposta, motivo per cui mercoledì 14 aprile alle 10,00 si recheranno davanti alla sede della Regione Campania con la speranza che il governatore De Luca li riceva e li aiuti a mantenere le loro attività.

Le loro richieste vanno dagli sgravi fiscali ad un sostegno economico a fondo perduto fino alla vaccinazione per tutti gli abitanti e i lavoratori del centro antico per renderlo Covid free in quanto meta turistica.

I bottegai chiedono inoltre un’organizazione preventiva che permetta di accogliere i turisti in sicurezza. Tutto ciò non aiuterebbe soltanto le loro attivià ma anche tutta la comunità, “essendo via San Gregorio Armeno un attrattore naturale del turismo campano, italiano ed estero“.

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