Protesta Rom, le promesse non mantenute del Piano nomadi
Cronaca

Protesta Rom, le promesse non mantenute del Piano nomadi

Dal centro di accoglienza Village River di via Tenuta Piccirilli a un edificio abbandonato all’usura del tempo in via Raffaele Costi a Tor Cervara. Stamattina dopo aver impacchettato le proprie cose, la marcia di circa 200 rom, di etnia macedone e kosovara, ha seguito questa direzione pur di far sentire anche la loro voce.

40 famiglie nomadi che hanno trovato per un anno assistenza ma che ora protestano perchè il Piano nomadi previsto dal Campidoglio non è stato attuato e le promesse fatte non sono state mantenute.

13 villaggi autorizzati, a fronte degli oltre 100 campi nomadi già esistenti sul territorio romano, compresi gli insediamenti abusivi “tollerati”, che dovevano essere ristrutturati con un piano di lavoro che prevedeva: perimetrazione, livellamento della sede stradale, adeguamento di tutti gli impianti (fogne, impianti elettrici e illuminazione, impianti idrici), manutenzione delle abitazioni lesionate e realizzazione di nuove. La realizzazione inoltre di altri due villaggi e di una nuova struttura di “transito” con 600 posti, 400 fissi e 200 destinati ai nuclei in attesa di collocazione stabile.

All’interno di ognuno dei centri di accoglienza presidi di vigilanza e socio-sanitari, il rispetto della compatibilità etnica, la possibilità di ottenere per i nomadi il DAST (Documento di Autorizzazione allo Stazionamento Temporaneo, valido 4 anni) che garantisce il diritto a sostare sul territorio, ma anche obblighi precisi da rispettare (come la manutenzione della piazzola assegnata, l’obbligo di mandare i ragazzi a scuola, il pagamento della tassa sui rifiuti e delle utenze per i consumi delle famiglie) per mantenere un equilibrio tra legalità e solidarietà, tra sicurezza e integrazione.

Gli striscioni ” No baracche campi container” appesi oggi sul palazzo abbandonato sono un chiaro messaggio al sindaco Alemanno, al prefetto e commissario straordinario per l’emergenza nomadi Pecoraro, e all’assessore alle politiche sociali Sveva Belviso.

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