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Proteste dei palestinesi a Gaza: 4 morti e 750 feriti, appello di Trump

4 morti e 750 feriti per la rivolta armata in atto dai Palestinesi contro la decisione sulla nuova capitale d'Israele

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Gerusalemme, i palestinesi sono in rivolta, il macabro risultato è di 4 morti e 750 feriti. Trump lancia un appello alla calma ed alla moderazione. La protesta armata, che sta mietendo molte vittime è per agire contro la politica del presidente americano per la nuova capitale di Israele

Scontri e barricate a Gerusalemme est, Palestinesi in rivolta

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Nuovi scontri e nuove barricate, le rappresaglie armate sembra non abbiano mai fine. Ramallah, Gaza, il mondo intero contro la politica del nuovo presidente americano Trump. Egli riconosce Gerusalemme come la capitale di Israele, da cui le proteste e le bandiere Usa bruciate.

L’Ansa dà comunicato dei duri scontri tra i palestinesi, Hamas chiama l’Intifada, molti i feriti nei Territori. Manifestazioni di fronte alla porta di Damasco. E’ stato indetto uno sciopero generale e sono stati inoltrati appelli al nuovo presidente americano.

L’appello del presidente americano Donald Trump

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Il presidente americano Donald Trump, nel tentativo di fermare lo stillicidio di uomini, ha lanciato un appello alla calma e alla moderazione. Questo in seguito ad un’altra giornata di violenze in Medio Oriente. Il Presidente Trump ha deciso di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. I Palestinesi insorgono.

“Il presidente, ha detto una portavoce della Casa Bianca, spera che le voci della speranza prevalgano su coloro che diffondono l’odio“. La tensione è salita alle stelle nei territori, in seguito all’annuncio di Trump su Gerusalemme. Il triste bilancio è di quattro vittime a Gaza, oltre 750 feriti in Cisgiordania, secondo i dati della Mezzaluna rossa.

Il capo di Hamas Ismail Haniyeh interviene

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A Hamas, il suo capo Ismail Haniyeh ha promesso che “la Santa Intifada” non si fermerà con le manifestazioni. Nel frattempo dalla Striscia, razzi vengono sparati verso il sud d’Israele, l’Iron Dome, il sistema antimissili, ne ha intercettato uno.

Lo Stato ebraico reagisce, così come ha già fatto a colpi di cannone e raid aerei su basi di Hamas. Uno è avvenuto addirittura, colpendo un campo di addestramento e un deposito di munizioni. Il raid, annunciano fonti locali, è stato la causa di almeno 10 feriti.

Nessun incontro tra il palestinese Abu Mazen e il vicepresidente Usa Mike Pence

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Annullato l’incontro tra presidente palestinese Abu Mazen ed il vicepresidente Usa Mike Pence, durante il viaggio di quest’ultimo, americano, in Medio Oriente. Il consigliere diplomatico di Abu Mazen lo ha confermato, affermando che “gli Usa hanno superato le linee rosse” su Gerusalemme.

Oltre 160 dei feriti sono stati intossicati da gas lacrimogeni, altri sono rimasti contusi da proiettili rivestiti di gomma, altri colpiti da colpi di arma da fuoco. Il presidente Usa vede contro la sua decisione anche gli ambasciatori Onu di cinque Paesi europei: Italia, con l’ambasciatore Sebastiano Cardi, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia.

Tutti questi stati hanno dato lettura ad una dichiarazione comune al Palazzo di Vetro dicendosi in “disaccordo” con la decisione di Donald Trump. “Ho mantenuto la mia promessa elettorale, gli altri non lo hanno fatto“. Donald Trump si difende su Twitter.

La sua intenzione di trasferire l’ambasciata Usa a Gerusalemme e di dichiarare la città capitale di Israele. Il tweet è insieme e vede come allegato un video. In esso compaiono gli ex presidenti Usa, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama, e infine Trump. Nel video tutti affermano che Gerusalemme è la capitale di Israele, ed il presidente Trump lo ha poi dichiarato ufficialmente.

Questa è la situazione, la lunga rivolta dei Palestinesi, che si spera abbia presto fine.


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