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Pubblica Amministrazione: via libera al licenziamento dei dirigenti
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Pubblica Amministrazione: via libera al licenziamento dei dirigenti

Nuovi emendamenti nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione italiana.

Il primo relativo alle possibilità di licenziamento dei dirigenti, il secondo relativo invece alle procedure di assunzione tramite concorsi.

Perché un’amministrazione possa procedere al licenziamento di un dirigente occorrerà che il dipendente resti privo di incarico per un certo periodo (la durata non è ancora definita) e che, in precedenza, lo stesso dipendente sia stato giudicato con una “valutazione negativa” circa le sue capacità o il suo operato. Mancano, al momento, sia l’indicazione di chi dovrà esprimere questo tipo di giudizi, sia i criteri in base ai quali le prestazioni potranno essere giudicate negative.

La novità relativa ai concorsi pubblici riguarda invece il fatto che una parte del punteggio potrà dipendere anche dall’università di provenienza, in maniera da valutare il voto di laurea “in rapporto ai fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato”. Manca, in questo caso, l’indicazione dei criteri in base ai quali si stilerà la ‘classifica’ degli atenei.

Se è chiara la linea di indirizzo dei due emendamenti, è anche certo che ancora manca una sostanziale e sostanziosa parte del lavoro che riesca a rendere operative le relative indicazioni.

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