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Putin e le sue affermazioni sui gay

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Nel corso di un'intervista a Vladimir Putin, il regista Oliver Stone ha toccato anche il tema dei gay: ecco la risposta del presidente russo

Il regista americano Oliver Stone, che ha intervistato il presidente russo Vladimir Putin, ha toccato anche il tema dei gay in Russia.

Qui nel 2013 era stata approvata una legge che proibiva la “propaganda omosessuale” nei confronti dei minori. Ma che in realtà rendeva possibile diverse forme di discriminazione.

Putin ha sottolineato che in Russia non ci “sono restrizioni di nessun tipo”. Ha fatto poi l’esempio di alcuni stati islamici dove gli omosessuali rischiano addirittura la pena di morte. Oliver Stone ha chiesto allora a Putin che cosa farebbe se si trovasse di fianco a un omosessuale nelle docce di un sommergibile.

Putin, con una risata, ha risposto che preferirebbe non fare la doccia con un gay. “Perché provocarlo? E poi lei lo sa, io sono maestro di judo”, ha concluso il politico.

Questa è solo una delle tante discutibili ‘chicche’ contenute nelle interviste con il presidente russo del documentario The Putin Interviews di Oliver Stone. Il video sarà trasmesso nel corso di quattro serate a partire dal 12 giugno prossimo. Lo riporta Bloomberg, che ha avuto modo di visionare in anteprima la prima puntata del documentario.

In merito alla politica internazionale, Vladimir Putin ha risposto a una domanda del regista americano Oliver Stone. In quel caso ha sottolineato che nessuno sarebbe in grado di sopravvivere a un conflitto fra gli Stati Uniti e la Russia.

Putin e i diritti per gay, lesbiche e transessuali in Russia

Le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (cosiddette LGBT) in Russia devono affrontare maggiori difficoltà e ostacoli rispetto agli altri cittadini.

A partire dal 1993, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, i rapporti sessuali in privato fra adulti dello stesso sesso consenzienti sono stati depenalizzati. Non esiste però nessuna legge contro la discriminazione che si basi sull’orientamento sessuale. O anche solo sull’espressione d’identità di genere. Le coppie dello stesso sesso non sono ammesse nel paese e non dispongono di alcuna protezione legale.

L’età del consenso, dal 2003, è la stessa (ovvero 16 anni) sia per le relazioni eterosessuali che per quelle omosessuali.

Ma si è dovuto aspettare fino al 1999 perché l’omosessualità non venisse più considerata come una malattia mentale. Dal 1997 le persone transessuali possono cambiare legalmente il loro genere dopo adeguati procedimenti medici. Almeno ufficialmente, i gay possono servire nelle forze armate, come tutti gli altri, sempre a partire dal 2003.

La Russia ha ricevuto aspre critiche anche dalla comunità internazionale. Questo nel momento in cui promulgò la famosa legge che vietava la “propaganda” tramite qualsiasi materiale con “relazioni sessuali non tradizionali” rivolta a minori. Ai sensi di legge, si rivela un atto criminale lo svolgimento di un gay pride o di qualsiasi parata o esposizione omosessuale a Mosca. Essa viene duramente perseguita per i successivi 100 anni. Ugualmente vietato è parlare in difesa dei diritti degli omosessuali o distribuire materiale che promuova le richieste dei gay. Anche propagandare l’idea che le relazioni gay siano uguali a quelle etero è considerato un atto improprio e illegale.